di Daniele Bovi

In media 439 euro all’anno, 18 in più rispetto al 2013. Tanto, secondo l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, ha speso una famiglia umbra nel 2014 per la bolletta dell’acqua. I dati, che sono riferiti ad una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 192 metri cubi e comprensivi di Iva al 10 per cento, collocano la regione ai vertici della classifica nazionale, dove peraltro si trova da tempo. Così come rilevato dall’Osservatorio anche nel 2013 infatti, l’Umbria occupa il terzo posto dietro Toscana (468 euro) e Marche (451). Se si guarda alla rilevazione precedente la crescita della bolletta è del 4,3 per cento, mentre se si prende come termine di paragone il 2007, l’aumento è del 51 per cento.

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I numeri Secondo i dati dell’Osservatorio inoltre l’acqua che esce dai rubinetti delle case di Terni è più cara rispetto a quella di Perugia: 456 euro contro 423, con aumenti rispettivamente del 4 e del 5 per cento sul 2013. In confronto al 2007 invece i prezzi a Terni sono schizzati in alto del 56 per cento mentre a Perugia del 46 per cento. E a fronte di un’acqua così ‘salata’ gli impianti non funzionano certo a dovere: in Umbria infatti si registra una dispersione media del 40 per cento. Come a dire che ogni 100 litri pompati nelle condutture 40 si perdono lungo la strada. Un fenomeno peggiore a Terni (43 per cento) che a Perugia (36 per cento) e comunque in aumento nel corso degli anni. Secondo i dati dell’Osservatorio infatti nel 2007 nel capoluogo di regione andava perso il 31 per cento, mentre nella città dell’acciaio il 39 per cento.

In Italia A livello nazionale invece lungo i tubi si perde il 37 per cento dell’acqua con punte fino al 60 per cento in Calabria e nel Lazio, mentre le regioni più virtuose sono Valle d’Aosta (20%) e Trentino Alto Adige (26%). Tornando invece alle tariffe, il costo dell’acqua in Italia è aumentato del 6,6 per cento rispetto al 2013 e del 52,3 per cento rispetto al 2007, con una spesa media per famiglia di 355 euro. Le città più care sono Firenze, Prato e Pistoia (563 euro all’anno), mentre quelle dove si spende meno sono Isernia (120 euro) e Milano (136 euro). Quanto alle agevolazioni, a Perugia possono ottenere sgravi in bolletta i nuclei familiari con un Isee non superiore a 9.500 euro. A Terni invece l’agevolazione è riservata alle sole utenze domestiche residenti con un Isee inferiore o uguale a 12 mila euro.

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Acqua, Umbria fra le tre regioni più care d’Italia. Lungo le tubature si perdono 40 litri su cento”

  1. Finchè si continuerà a fare statistiche su consumi immaginari, saremo sempre tra le peggiori Regioni d’Italia, visto che penalizziamo – giustamente – chi consuma di più.
    Tutti sanno che il consumo medio annuo di una famiglia di tre persone (senza piscine o giardini) è di 130 mc e non di 193 mc: ricalcolando su questi consumi reali, l’Umbria è in perfetta media nazionale.
    Se poi guardassimo a quello che accade in Europa, scopriremmo che l’Italia è il fanalino di coda per le tariffe idriche
    Sulle perdite, sarebbe interessante conoscere il dato dell’età degli acquedotti: forse scopriremmo che le perdite in Umbria sono solo al 40% nonostante i tubi abbiano in media più di 50 anni.
    Rifare migliaia di chilometri di nuovi acquedotti, costa molto di più dei costi derivanti dalle perdite: se c’è qualcuno disposto a pagare, batta un colpo.
    Altrimenti, troviamo finanziamenti a tassi agevolati sennò rischiamo di rimanere con l’acqua ma senza tubi.

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