Bonus acqua

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Ammontano a centomila euro i contributi che la giunta regionale ha assegnato a sei comuni umbri dove operano le aziende imbottigliatrici d’acqua, soldi destinati «alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio idropotabile». A beneficiarne saranno Gualdo Tadino, Acquasparta, Nocera Umbra, Cerreto di Spoleto, Città di Castello e Parrano. A Gualdo sarà riqualificata e messa in sicurezza l’area dove ci sono i pozzi destinati al consumo umano (16.300 euro), ad Acqusparta si provvederà alla messa in sicurezza dei collettori delle fognature del centro e della zona Amerino (12.400 euro), a Parrano si lavorerà in alcune strutture del parco termale (16 mila euro), a Castello alle Terme di Fontecchio («regimazione delle acque piovane e depolverizzazione della strada limitrofa», 25 mila euro), a Cerreto bonifica e salvaguardia del pozzo di acqua sulfurea alle Terme di Triponzo (25 mila euro) mentre a Nocera si farà manutenzione delle Terme del Centino (16.300 euro).

Le risorse Le risorse, spiega l’assessorato all’Ambiente che ha proposto la ripartizione e che invita tutti i Comuni dove ci sono concessioni a richiedere il contributo, arrivano dal milione e mezzo di euro incassato nel 2012 dalla Regione grazie ai canoni in attuazione della legge regionale 22 del 2008 che regola la materia. In Umbria, dove si imbottigliano circa 1,2 miliardi di litri d’acqua (più o meno un dodicesimo del totale nazionale), l’«obolo» che le aziende versano a palazzo Donini è quasi irrisorio e ciclicamente l’ala sinistra della maggioranza torna a chiedere un inasprimento.

Il sistema Il sistema, che in Italia varia da Regione a Regione, in Umbria è regolato dalla legge del 2008 di cui sopra. Sistema che si adegua alle certo non stratosferiche cifre del Documento di indirizzo della Conferenza delle Regioni del 2006. La normativa umbra infatti prevede il doppio canone, uno relativo ai diritti di superficie, l’altro al costo dell’acqua per metro cubo. Un ettaro dato in concessione dalla Regione costa 50 euro all’anno (30 euro era il minimo fissato dalla Conferenza), mentre mille litri d’acqua costano un euro (il minimo previsto): dato che gli ettari dati in concessione sono 2.413 (oltre mille in mano alla Sangemini) e i metri cubi utilizzati circa 1,4 milioni, il conto è presto fatto. Alla Regione viene pagata una bolletta da 1,5 milioni di euro, di cui oltre la metà sono versati dalle due aziende che imbottigliano più acqua (fino a qualche tempo fa Rocchetta e Siami). Nel 2001 la Regione incasò 190 mila euro, tra il 2002 e il 2006 tra i 600 mila e i 780 mila euro mentre tra il 2007 e il 2009 tra 1,4 e 1,5 milioni.

L’Idv: raddoppiare i canoni Secondo il capogruppo dell’Idv in consiglio regionale Oliviero Dottorini «i fondi prelevati dagli introiti dei canoni sulle acque minerali e termali devono essere utilizzati immediatamente per la costituzione di un fondo di solidarietà per quelle famiglie che, come nel caso di Riosecco, Trestina e Case Bruciate, hanno subito un inquinamento da trielina dei propri pozzi e si vedono costrette a consumare acqua minerale o a fare un allaccio oneroso all’acquedotto pubblico. Queste famiglie non potendo utilizzare la propria acqua, si vedono costrette ad acquistarla proprio dalle stesse multinazionali che la prelevano dai nostri territori pagando cifre irrisorie». In più Dottorini torna a chiedere alla Regione il raddoppio dei canoni: «E’ assurdo – dice Dottorini – che, in un periodo in cui i cittadini vengono vessati con aumenti delle accise e con aliquote Imu insopportabili, sembri impossibile anche solo sfiorare le multinazionali dell’imbottigliamento delle acque minerali o i cavatori».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.