La Regione stanzia circa 8 milioni di euro per gli acquedotti dei Comuni di Orvieto, Castel Giorgio, Castel Viscardo e Porano, redarguiti dall’Unione europea per la presenza di arsenico e alluminio nelle acque oltre i limiti consentiti e, per questo, dichiarate non potabili.
La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore all’Ambiente, Silvano Rometti, ha destinato per la precisione 7 milioni 875mila euro per la zona dell’Orvietano. «In particolare – ha spiegato Rometti – 2 milioni 500mila euro sono serviti a finanziare la realizzazione di 7 impianti di potabilizzazione per l’arsenico e l’alluminio nei Comuni dell’ “Ati4” interessati. La cifra rimanente, 5 milioni 375mila euro, andrà a finanziare, nel rispetto delle previsioni del Piano regolatore regionale degli acquedotti, lavori per l’estensione della rete acquedottistica del sistema orvietano».
«I Comuni in cui il limite di arsenico di 10 microgrammi per litro nell’acqua potabile è stato superato – ha spiegato l’assessore – in Umbria sono quattro, Orvieto, Castel Giorgio, Castel Viscardo e Porano e, complessivamente, coinvolgono circa 26mila abitanti. Ad eccezione di questi Comuni, che si approvvigionano d’acqua per l’utilizzo potabile dall’acquifero vulcanico Vulsino che, per una particolare caratteristica geologica delle rocce che lo costituiscono, rilascia nelle acque sotterrane contenuti superiori ai limiti di potabilità di arsenico e alluminio, sempre compensati miscelando acque di provenienze diverse, negli altri Comuni umbri non è mai stato registrato nessun problema e, in generale, rientrano tutti nei limiti stabiliti dalla Comunità Europea».
«Il problema relativo del superamento dei limiti si è presentato con l’emergenza idrica conseguente alla siccità del 2002-2004 e del 2006 – ha spiegato Rometti – e ciò, sia per maggiori pompaggi di acqua, sia per diminuzione della capacità della falda acquifera che hanno prodotto l’innalzamento delle concentrazioni del livello di arsenico. Per questo motivo sono stati attuati interventi di emergenza, che hanno garantito una distribuzione di acque consumabili dalla popolazione e, inoltre, sono state chieste, per gli anni 2008-2010, deroghe al ministero della Sanità, con l’impegno da parte della Regione di provvedere entro il 2010 all’installazione di impianti di potabilizzazione, un versante sul quale la Giunta regionale si è già attivata – ha concluso Rometti -, visto che i 7 impianti sono tutti funzionanti e in grado di erogare acqua con concentrazioni di arsenico e alluminio ampiamente sotto i limiti di legge».

