Una veduta di Villa Colle del cardinale

di Daniele Bovi

Chi vorrà sposarsi a Perugia con il rito civile in futuro potrà contare su due (belle) possibilità in più. Il Comune infatti nelle scorse ore ha dato l’ok all’istituzione, dopo la domanda presentata dai gestori degli spazi, degli Uffici distaccati di Stato civile.

Le novità Il provvedimento riguarda gli spazi del Sodalizio Braccio Fortebracci di via degli Sciri, in pieno centro storico, e la Villa del Colle del Cardinale a Colle Umberto, che entrano quindi nel progetto «SpoSi a Perugia». Il Sodalizio, in particolare, gestisce l’oratorio di San Francesco, fondato nel Trecento, e il giardino pensile, «particolarmente adatto – ricorda il Sodalizio sul suo sito – per feste e cerimonie, in modalità catering. L’allestimento dei tavoli e delle sedute attorno al piccolo giardino e a ridosso delle viste sulla città, rende questa location unica, considerando in particolare la sua assoluta centralità».

Il giardino del Sodalizio Braccio Fortebracci

Le location Per quanto riguarda invece la Villa, ad avanzare la richiesta è stata la Direzione regionale musei (diretta da Marco Pierini). Chi vorrà potrà quindi sposarsi in quella che è tra i più noti complessi residenziali umbri, costruita a metà del Cinquecento dal cardinale Fulvio della Corgna, nipote di palazzo Giulio III. Al momento il progetto «SpoSi a Perugia» prevede la possibilità di celebrare il rito civile in Sala dei Notari, alla Vaccara o a San Matteo degli Armeni, oltre che in una serie di «residenza di pregio» come Posta dei Donini, Villa Fontana, i castelli di Solfagnano, di Procopio, di Ramazzano, Borgo Colognola e altri ancora. I prezzi, a seconda delle location, dei giorni e della residenza o meno degli sposi a Perugia, oscilla dai 150 ai 700 euro.

I numeri E a proposito di numeri, quel che è certo è che nel corso degli anni le coppie che hanno deciso di sposarsi con rito civile sono aumentate, anche a Perugia. Come si può vedere nel grafico in pagina, secondo i dati Istat nel 2004 nel territorio comunale i riti religiosi sono stati 371 e quelli civili 245; un distacco che si è via via assottigliato: nel 2018-2019 il rito civile ha superato quello religioso e nel 2021, anno segnato ancora in parte dalle restrizioni legate alla pandemia, il divario a favore del primo si è ulteriormente allargato.

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