di Daniele Bovi
A inizio ottobre il primo colpo di piccone, mentre per la prima corsa bisognerà aspettare il settembre del 2025. Lunedì mattina a Palazzo dei Priori l’amministrazione comunale di Perugia ha fatto il punto sul Brt, il progetto del Bus rapid transit finanziato con 109 milioni di euro dal Pnrr.
VIDEO – «CANTIERI STUDIATI PER RIDURRE AL MINIMO I DISAGI»
La campagna La conferenza stampa, alla quale hanno partecipato il sindaco Andrea Romizi, l’ex assessore Cristiana Casaioli, la dirigente Margherita Ambrosi e Carlo Carini in rappresentanza delle imprese perugine che costruiranno l’opera, è stata anche l’occasione per presentare la campagna di comunicazione (con tanto di due hostess) che il Comune ha chiesto alle imprese di finanziare. Il logo del Metrobus richiama da vicino quello del Minimetrò, il colore dominante è lo stesso (il rosso), studi di progettazione e imprese in parte sono quelle che hanno realizzato il Minimetrò.
Connessioni A differenza di quanto accaduto nel 2008 il Comune ha però deciso di lanciare una campagna di comunicazione capillare. Colore e logo sono simili a quelli del Minimetrò perché le due infrastrutture sono interconnesse: la prima linea collegherà infatti Castel del Piano a Fontivegge (passando per San Sisto, l’ospedale Santa Maria della misericordia, Madonna Alta e via Settevalli), e da lì gli utenti se vorranno potranno raggiungere il centro con le carrozze d’argento. L’obiettivo della campagna è quello di far conoscere l’opera alla città «e far sì che i cittadini si riconoscano in essa». Da lunedì è online il sito dedicato dove nel corso del tempo si potranno trovare diverse informazioni oltre a quelle già presenti. Nel corso dei mesi saranno date quelle sui cantieri, sulle tempistiche, saranno organizzati incontri coi cittadini e info point, e saranno aperti i canali social.
TRATTATIVA DIRETTA PER L’ACQUISTO DEI 13 BUS
I cantieri Secondo quanto spiegato lunedì, il cantiere lungo i 13 km della linea «sarà la fase più delicata». Il via dei lavori è previsto per fine settembre e dovrà necessariamente concludersi entro un anno. I cantieri saranno più di uno contemporaneamente e si farà attenzione a minimizzare il più possibile i disagi, anche lavorando di notte. Quasi il 50 per cento della linea è su corsia riservata e oltre a ciò andranno realizzate le stazioni di ricarica dei 13 bus elettrici da 18 metri (due rapide a Castel del Piano e alla Perugina), una nuova struttura a Vestricciano di Ponte della Pietra che ospiterà deposito, officina, uffici e stazioni di ricarica. Ventidue poi le fermate da costruire con anche sei stazioni per il bike sharing.

Tempi e stime Poi sono previsti almeno sei mesi di collaudo e una fase di pre esercizio. Insomma, si partirà nella primavera 2025 quando il Comune spera che la Regione abbia affidato il servizio su gomma attraverso la nuova gara. A differenza del Minimetrò, «i costi di gestione – è stato detto lunedì – sono quelli di una linea di autobus, ed essendo elettrici la manutenzione è minore rispetto ai normali bus». Il Comune spera poi che, sempre a differenza del Minimetrò, le stime sui passeggeri si traducano in numeri reali: secondo gli studi fatti sono oltre 22 mila i cittadini serviti con una stima di 16.500 passeggeri al giorno.«Il Metrobus – ha assicurato Romizi – beneficerà del Minimetrò e viceversa». Un’opera che, complice l’entrata in vigore con la gara regionale del nuovo Pums (il Piano urbano della mobilità sostenibile approvato nel 2019), porterà a un riassetto delle normali corse dei bus nelle aree attraversate dal Brt.
La sfida Per il Comune si tratta di una vera e propria sfida. «Uno degli obiettivi – ha detto Romizi – è quello di superare un paradosso perugino: spendiamo molto per un trasporto pubblico poco utilizzato». «Dobbiamo ridurre di molto – ha sottolineato Casaioli – l’utilizzo delle auto specialmente quando si arriva nella città compatta». Come convincere i perugini a salirci? Alcune leve fondamentali saranno quelle della frequenza (10 minuti), che toglie l’incognita relativa agli orari e, perché no, «anche la bellezza dell’infrastruttura – ha detto Romizi – che viaggia lungo un percorso piacevole». Un Brt che dovrà anche «riconnettere le zone tra di loro» e per il quale c’è l’interesse dei Comuni del Trasimeno, che vogliono capire come poter “agganciare” l’opera. Quanto al logo, essenziale per Romizi è «non disorientare gli utenti; sono stati utilizzati caratteri simili per sistemi che devono interagire».
Numeri elevati «Questo si configura come un trasporto rapido di massa – ha detto invece Ambrosi – capace di portare un numero importante di passeggeri in aree con elevata densità di servizi, persone e attività economiche. Senza dimenticare la presenza dell’ospedale, con due fermate nella zona del pronto soccorso e del Dipartimento di Medicina». Sulla carta c’è anche una seconda linea, quella che collegherebbe Olmo a Fontivegge, per la quale per ora ci sono solo i soldi per la progettazione. Intanto a ottobre si parte con la prima.
