Olio nuovo, tartufo e castagne. Questi alcune delle produzioni più tipiche della tradizione regionale protagonisti insieme allo chef Hirohiko Shoda dell’evento andato in scena giovedì a fuoriExpo Miliano dove il cuoco giapponese ha interpretato i prodotti dell’Umbria nell’ambito di un evento organizzato dalla Camera di Commercio di Terni e Centro estero dell’Umbria in collaborazione con la Scuola politecnica di design e la Scuola professionale di cucina Chef Academy.
Evento a Expo Hiro, amante della natura e della purezza dei suoi frutti, ha mostrato come l’ alta cucina internazionale possa dare nuova vita al prodotto tipico e alla cucina tradizionale. Protagonisti dell’evento, ricco di contenuti ed esperienze multidisciplinari, in un dialogo continuo con Hiro, Paolo Barichella, designer di fama internazionale, primo in Italia ad interessarsi del design come forma di espressione dell’alta cucina; Maurizio Di Mario, maestro pasticcere, protagonista della trasmissione di La7 Chef per un giorno e umbro Doc; Massimiliano Gatti, executive chef internazionale e resident chef della scuola professionale di cucina Chef Academy; e Jacopo Cossater, giornalista di settore ed esperto di vino, curatore del blog alcolico Enoiche Illusioni.
I prodotti tipici Hiro@Umbria non è stato il solito cooking show, ma un’occasione in cui il food design ha integrato la trasformazione dei prodotti da diverse prospettive, contribuendo a raccontare la cucina e il territorio attraverso i suoi prodotti. La celebrazione dell’olio nuovo dell’Umbria, che finalmente dopo stagioni tormentate torna al suo splendore, sono state affidate alle produzioni dell’azienda agricola Pelagrilli di Monteleone d’Orvieto e del frantoio Melchiorri di Spoleto. Il tartufo nero pregiato di Norcia, eccellenza regionale e patrimonio nazionale, alla azienda Poddi tartufi di Terni, i salumi della tradizione alla ditta Stefanangeli di Terni.
Chi c’era Per la realizzazione dei piatti della tradizione umbra, rivisitati da Hiro e analizzati dal punto di vista del design da Paolo Barichella, sono state anche utilizzate delle castagne dell’azienda Voglie di bosco di Walter Moretti di Fabro e delle erbe aromatiche e prodotti dell’orto dell’ azienda Orto del Colle di Luciano Brasili. Il miele era dell’azienda Terreumbre di Corciano, mentre per il vino ci si è affidati al rinomato Sagrantino di Montefalco, offerti dalla aziende Brunozzi di Montefalco e Goretti di Pila (Perugia), ma anche al Grechetto, all’Orvieto Classico superiore con Decugnano dei Barbi, al Ciliegiolo di Narni riportato a nuova vita da un gruppo di produttori illuminati (vedi associazione Produttori Ciliegiolo) e rappresentato da Leonardo Bussoletti.
