«Nella primavera di 70 anni fa, proprio in questi giorni, in Umbria si combatteva la guerra partigiana contro i tedeschi e le milizie fasciste. Furono giorni, mesi di sacrifici inenarrabili. In molti soprattutto giovani sacrificarono la vita per l’onore dell’Italia e la riconquista della libertà. Per poter vivere da uomini liberi in uno stato democratico». A dirlo, nel giorno delle celebrazioni per la festa della Liberazione, è stato il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali che venerdì mattina ha preso parte alla cerimonia insieme alla presidente della Regione Catiuscia Marini e al prefetto Antonio Reppucci.
Resistenza «La resistenza – ha detto ancora il sindaco Boccali – mise finalmente in scena, con il ruolo da protagonista, la parte migliore dell’Italia che si ritrovò compatta e solidale per costruire il suo futuro. La resistenza è una lezione di assunzione di responsabilità, innanzitutto. Un popolo si fa carico della sua libertà: una lezione da non dimenticare perché la libertà, e con essa la democrazia, non è un bene che si conquista una volta per tutte. Al contrario, è una cosa da tutelare ogni giorno». Alla cerimonia ha preso parte anche il comandante partigiano Francesco Innamorati. Commemorazioni e deposizioni di corone si sono succedute in tutta la regione Umbria.
Europa E ancora, parlando di Europa, Wladimiro Boccali ha aggiunto:«Noi non siamo tra quelli che pensano che l’ Europa sia il problema. Al contrario, l’Europa è la soluzione dei problemi, ma certamente occorre una Europa diversa, meno immobilizzata dalle sue pastoie burocratiche. Un’Europa da amare, non da temere. Abbiamo bisogno di una Europa sempre più unita ma anche più aperta e attenta ai suoi popoli, solidale al suo interno, autorevole verso l’ esterno».
