Lavoro e solidarietà: saranno questi i temi al centro del 25 aprile “Liberi tutti”, promosso dall’Anpi con le sezioni Partigiane d’Italia Bonfigli Tomovic, in collaborazione con Arci Comitato Provinciale Perugia, Spi Cgil, Cgil Umbria e Cgil Perugia. In occasione del 71° anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo donne, uomini, cittadine, cittadini, e soprattutto differenti e molteplici culture si riuniranno a testimonianza dell’impegno, della sensibilità, della determinazione a mantenere alti i valori dell’Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione. L’appuntamento è alle ore 14.30 presso l’area verde di Ponte Valleceppi – Perugia.

Il programma Il programma della giornata prevede, alle ore 14.30, un torneo di calcetto Antirazzista organizzatro da Arci Perugia con la partecipazione dei richiedenti Asilo Programma “Emergenza Sbarchi” e Associazione fuori gioco Radio nuvole passeggeri. A seguire, allo ore 17, ci sarà il forum sul lavoro ed in modo particolare sulla “Perugina” e i suoi lavoratori. Interverranno il segretario generale Cgil Umbria, Vincenzo Sgalla, operai della Perugina di oggi e di ieri, con la conclusione del segretario generale della Camera del Lavoro di Perugia, Filippo Ciavaglia; a coordinare i lavori sarà Nazzareno Cardinale della Sezione A.N.P.I Ponte Valleceppi. Spazio poi a la “Musica resistente” e alla Aerosol Art, con un’esposizione di “disegni dalla Frontiera”.

L’appello «Il 25 aprile – si legge nell’appello dell’Anpi nazionale – cade quest’anno in un complesso di vicende europee che riporta l’orologio della storia in un tempo dove la civiltà e le pratiche democratiche erano pesantemente oscurate. Una profonda crisi economica da cui si riesce con difficoltà a vedere una via d’uscita, il proliferare di movimenti di chiara marca neonazista e neofascista che arrivano fin dentro i governi, e il panorama drammatico di decine di migliaia di immigrati in fuga da guerre e disperazione che ricevono come risposta dalla politica e dalle istituzioni quasi esclusivamente muri e abbandono, devono far riflettere tutti sull’inquietante e gravissima china che sta prendendo il vivere civile. Non è questa la società che sognavano i combattenti per la libertà. Non è questo il futuro cui aspiravano, deprivato di coscienza, senso di responsabilità, solidarietà».

 

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