di Iv. Por.
Dopo il caso Carocci e la sua proposta di sopprimere i cani anziché abbandonarli, nonostante le conseguenti scuse, un gruppo di cittadini indignati ha incontrato il presidente del consiglio provinciale incassando l’impegno a una seduta dedicata agli animali.
L’incontro Un gruppo di associazioni animaliste, semplici cittadini e ambientalisti, si sono presentate in Provincia per chiedere le dimissioni di Giancarlo Carocci, consigliere di Umbria Tricolore. Nello stesso giorno, il Consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno che di fatto promuove a breve «consiglio comunale aperto sulla tutela e l’importanza sociale degli animali domestici» e ha riaffermato «l’assoluta contrarietà ad ogni atteggiamento di discriminazione e di violenza nei confronti degli animali come questione civile di primaria importanza e come programma attivo di promozione di interventi e servizi sempre più adeguati a questo scopo».
Tutti tranne Carocci Una presa di posizione sottoscritta oltre dal presidente Giacomo Leonelli, anche da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione – fatta eccezione anche perché assente Carocci di Umbria Tricolore -: Rasimelli per il Pd, Bastioli per il Psi, Fugnanesi per il Pdci, Baldelli per Rifondazione, Sorcini per il Pdl, Bazzoffia per Fli, Ronconi per l’Udc e Asciutti per la coalizione Lega e Pdl. Il presidente Leonelli insieme a tutti i capigruppo ha incontrato i rappresentanti dei cittadini a difesa del benessere di cani e gatti.
Consiglio aperto «Vi ringrazio per la presenza e per la civiltà che avete dimostrato oggi per questo appuntamento certamente non facile dopo le frasi intollerabili che sono state espresse sui nostri amici a quattro zampe – ha spiegato Leonelli -. Ma come avete sentito dall’ordine del giorno ci sarà la possibilità di un consiglio aperto per parlare di queste tematiche e mettere in campo nuove soluzioni a tutela degli animali».
Lotta al maltrattamento Il vice-presidente della Giunta provinciale Aviano Rossi ha spiegato che la Provincia «è stata sempre in prima linea nella lotta al maltrattamento, l’abbandono, al fenomeno del randagismo (grazie al lavoro della polizia provinciale) ed ha sostenuto la pet-terapy e la funzione sociale che svolgono gli animali soprattutto per le fasce più deboli; la posizione del consigliere Carocci è l’unica che va in direzione contraria al nostro operato».
No contrapposizioni Il consigliere del Pdl, De Bonis ha spiegato che «sulla tutela e salute degli animali l’opposizione di centrodestra ha ampiamente collaborato e votato con la maggioranza, evitando contrapposizioni di natura politica che avrebbero vanificato i benefici a favore degli amici a quattro zampe e non solo». Le associazioni, dopo aver spiegato la loro indignazione, hanno accettato di buon grado lo spirito di collaborazione e di dialogo con l’ente.
Riflettere sui canili Anche il presidente Marco Vinicio Guasticchi, in giornata ha ricordato che «la Provincia di Perugia è stata fortemente attaccata, anche nel passato recente, per le sue iniziative volte alla tutela degli animali. Non esiste un caso Carocci in quanto ogni consigliere può esprimere in maniera autonoma le proprie opinioni, rispondendone in prima persona ai suoi elettori. Si è trattato di una proposta di cattivo gusto formulata in termini folkloristici. Gli aspetti istituzionali sono cosa diversa dalle dichiarazioni soggettive. Vogliamo tranquillizzare tutti coloro che amano gli animali». «L’intervento di Carocci – ha concluso Guasticchi – è servito comunque a sollevare il problema dei canili. Le amministrazioni da sole devono gestire costi crescenti e non c’è la giusta attenzione del governo per supportare i Comuni. Comunque, voglio rammentare a tutti che prendere con sé un animale rappresenta un impegno: non è una moto da parcheggiare in garage, ma un essere vivente che ha davanti a sé anni di vita che vorrebbe condividere con chi lo ha scelto».

