Ormai alle porte la sforbiciata degli addetti alla vigilanza privata che all’interno di Acciai speciali Terni fanno capo alla società Sicurtalia. Alla porta 11 lavoratori e a settembre il numero raggiunge quota 18 unità ed è destinato a crescere nei mesi successivi. I sindacati nelle settimane passate si sono rivolti alle istituzioni, Prefettura e Comune, ottenendo l’impegno a un confronto con la proprietà di viale Brin per valutare la possibilità di impiegare gli addetti in esubero per i servizi di vigilanza armata in altre attività aziendali, «ma di questi tentativi – denunciano – si sono perse le tracce». Parallelamente alla vertenza sindacale, seppure ben distinta da questa, si registra poi la battaglia dell’Associazione nazionale guardie particolari giurate. Il presidente Giuseppe Alviti solleva la questione delle divise di lavoro e i sindacati prendono le distanze.
Lavoratori Sicuritalia «Un piano industriale non è stato ancora presentato – dicono riferendosi a linee guida non ancora approfondite con la nuova Rsu – ma quel che è abbastanza certo dopo il cambio di proprietà in Ast – Acciai Speciali Terni – è che il neo insediato gruppo Arvedi ha intenzione di sfoltire il comparto della vigilanza in appalto a Sicuritalia. L’acciaieria dispone di una quarantina di vigilanti interni, ai quali si aggiunge questo appalto, che la proprietà precedente aveva particolarmente implementato, raggiungendo la quota di 75 addetti, tra vigilanza armata e non armata – spiegano in una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Terni e dell’Umbria -. Una cifra considerevole di addetti, della quale la nuova proprietà non vede la necessità: il problema però, come di consuetudine, è che a fare le spese delle diverse valutazioni e scelte poi alla fine sono soltanto i lavoratori, per i quali non è stata ancora prospettata una soluzione, mentre i primi esuberi vengono posti in ferie o utilizzati per tamponare assenze in altri appalti della stessa ditta». I sindacati ricordano che sono 11 gli esuberi dichiarati nell’immediato, ma che a settembre diventeranno 18. «Non un licenziamento tout court quindi – sottolineano le tre sigle sindacali – ma un trasferimento in altre località, non necessariamente vicine, con tutte le difficoltà che questo comporta dovendo far fronte alla prospettiva con uno stipendio insufficiente».
Vigilanza privata Ast «Il percorso sindacale intrapreso ha previsto anche lo sciopero, ma ad oggi nessun interlocutore istituzionale e neppure la proprietà di Acciai Speciali Terni ha avuto la sensibilità di preoccuparsi del futuro di questi lavoratori e delle loro famiglie. “Il prefetto vicario, che abbiamo incontrato per la procedura di raffreddamento in vista dello sciopero, si era assunto l’impegno di interpellare la proprietà per capire se c’era la possibilità di ricollocare questi lavoratori all’interno dell’acciaieria con altre mansioni, ma di questo impegno, nonostante i tentativi fatti, si sono perse le tracce – affermano ancora i sindacati – Insieme allo sciopero, il 30 maggio, è stato organizzato anche un presidio davanti all’acciaieria alle 5 del mattino. Abbiamo voluto farlo al passaggio delle lavoratrici e dei lavoratori delle ditte in appalto, che sono tante in Ast oltre a Sicuritalia, e volevamo che fossero tutti a conoscenza di quanto stava accadendo e di quale fosse l’impostazione della nuova proprietà, che sembrerebbe intenzionata, da quel che abbiamo potuto cogliere in assenza di un piano definito e ufficiale, ad espandere le attività produttive e al tempo stesso a ridefinire il sistema degli appalti».
Sindacati «Anche l’amministrazione comunale, incontrata il giorno dello sciopero, ha assunto l’impegno di confrontarsi con la proprietà in merito a una possibile ricollocazione, ma anche da quel fronte non è ancora arrivata nessuna notizia. L’unica certezza al momento – concludono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – è che stanno scattando i primi esuberi. La situazione è critica perchè si tratta di lavoratori per la maggior parte ancora lontani dalla pensione a cui interessa continuare a lavorare nella loro città. Gli annunci della nuova proprietà di uno sviluppo delle attività presenti in Ast e conseguente mantenimento dei livelli occupazionali non hanno riscontro in questi primi esuberi che, seppure riguardano lavoratori non diretti, rappresentano comunque forza lavoro da tutelare».
Guardie particolari giurate Alviti presidente dell’Associazione nazionale guardie particolari giurate, che aveva già sollevato il caso delle polveri, oggi attacca l’azienda siderurgica sulle divise: «Abbiamo notato che il responsabile della vigilanza esterna in Ast quindi ditta committente appare in sito con giacchetto Ast e ci chiediamo a quale scopo? Eppure il coordinatore della vigilanza esterna non risulta alle dipendenze di Acciai speciali Terni. Riteniamo sia un fatto grave, una situazione paradossale». Giuseppe Alviti, riguardo questo, dice di aver scritto a Giovanni Arvedi e Caldonazzo amministratore delegato Ast chiedendo nuovamente un incontro.
Sindacato prende le distanze da Alviti «In merito alle dichiarazioni del presidente dell’Associazione nazionale guardie particolari e giurate, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs affermano la propria totale estraneità al tema. L’obiettivo è quello di salvaguardare posti di lavoro e non di sollevare problemi che nulla hanno a che vedere con tale obiettivo. Le strumentalizzazioni in atto rispetto alle divise di lavoro non appartengono al movimento sindacale confederale».
