Giorgio Cremaschi con gli operai (foto Fabrizi-U24)

di Chiara Fabrizi

Tensione in due tempi. È salita non poco la temperatura davanti ai cancelli della Ims, ex-Pozzi, presidiati ormai da cinque giorni dai 300 lavoratori in forze al polo metallurgico. Di prima mattina erano state le parole del direttore dello stabilimento, Massimo Santoro, ad agitare gli animi, mentre a metà pomeriggio ci ha pensato la visita del sindacalista Giorgio Cremaschi, uomo di punta della Fiom (Cgil), a far salire alle stelle la colonnina di mercurio della protesta. Ma andiamo con ordine.

«Se non tornate a lavoro chiudiamo» Il quinto giorno di sciopero degli operai si è aperto con quella che è stata definita come «l’ennesima provocazione». In breve la proprietà, per bocca del direttore Massimo Santoro avrebbe annunciato la chiusura dello stabilimento nel caso in cui i lavoratori non avessero sospeso la protesta e fatto ripartire la produzione. «Questa è un’altra minaccia – spiega concitato un operaio – ma ormai ci siamo organizzati, affittiamo un pullman e raggiungiamo Varese per parlare con Gianfranco Castiglioni (numero uno del Casti group proprietario della Ims, ex-Pozzi, ndr)».

Sindaco e assessore in partenza per Varese All’organizzazione dell”iniziativa degli operai ha fatto seguito un tam tam di telefonate che ha coinvolto anche le istituzioni. Nella tarda mattinata il sindaco Daniele Benedetti ha raggiunto i cancelli dello stabilimento proponendo ai lavoratori di recarsi personalmente a Varese per incontrare, senza alcuna intermediazione sindacale, il manager. L’offerta è piaciuta agli operai che hanno però chiesto al sindaco di consegnare a Castiglioni un documento redatto e condiviso dalla totalità delle tute blu. Il primo cittadino, accompagnato dall’assessore allo sviluppo economico Margherita Lezi, si recherà nel quartiere generale del gruppo varesino martedì prossimo.

Gli operai Ims davanti ai cancelli (foto Fabrizi-U24)

«La Fiom ci ha dimenticati» Ma la tranquillità non è durata più di un paio d’ore. Già, perché per le 16 era atteso il sindacalista Giorgio Cremaschi, di passaggio alla Ims, ex-Pozzi, prima di un appuntamento a Foligno programmato da tempo. Il confronto con il volto noto della Fiom è stato a dir poco teso e singolare con gli operai che hanno ripetutamente sottolineato l’assenza e il deficit di rappresentanza che da sempre segna il rapporto con i sindacati locali. E, in questo senso, dopo una panoramica sommaria della vertenza, i lavoratori hanno chiesto a Cremaschi come potere uscire dall’impasse e prendere in mano la situazione.

Cremaschi: «Create un comitato di lotta» Parati alla meglio i colpi, il sindacalista Fiom si è quindi trovato a suggerire ai lavoratori di istituire un «comitato di lotta, composto da una decina di operai con un quadro chiaro della situazioni che possano affiancare le Rsu e i delegati e sedersi direttamente ai tavoli della trattativa». Ipotesi che le tute blu stanno valutando in queste ore, contestualmente ad altre iniziative.

Operaio Ims muore in bicicletta A rendere ancora più drammatica la quinta giornata di sciopero della Ims è stata la notizia della morte del collega, Casimiro Eleuteri, 58 anni. L’operaio, a pochi mesi dalla pensione, aveva la passione del ciclismo e, nel primo pomeriggio, era uscito con la propria bicicletta da corsa. In Valnerina, precisamente a Borgo Cerreto, l’uomo si è accasciato a terra in preda ad un malore. Alcuni passanti hanno allertato i sanitari e cercato di soccorrerlo, ma all’arrivo dell’ambulanza del 118 l’operaio era già deceduto. Gli operai della Ims, ex-Pozzi, tengono ad esprimere tutta la propria vicinanza ai familiari del collega improvvisamente scomparso.

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