Il vaccino raggiunge le case degli anziani tramite i medici di base

di Chia.Fa.

Anche in Umbria la quarta dose di vaccino (o seconda dose booster) fa flop. A rivelarlo è il focus settimanale della fondazione Gimbe che se sul fronte del contagio rileva un nuovo incremento dopo quattro settimane, su quello della protezione dal Covid-19 segnala una modestissima adesione al secondo richiamo del farmaco anti Covid-19.

Flop quarta dose di vaccino anche in Umbria In particolare, l’Umbria è il fanalino di coda in termini di copertura vaccinale tra gli over 80, ospiti di Rsa e pazienti fragili tra 60 e 79 anni. Nella regione, infatti, soltanto  allo 0,6 per cento di queste tre categorie di persone è stato somministrato il secondo richiamo. Ma il quadro non è molto differente nel resto del paese, dove in media si registra una copertura del 2,7 per cento, né nelle regioni che fanno registrare le coperture più alte, ovvero l’Emilia Romagna con un modesto 5,3 per cento, Lazio con il 4,8 per cento e Piemonte con il 4,3 per cento. In Italia al 27 aprile sono state somministrate 122.041 quarte dosi a tre categorie di pazienti a fronte di una platea composta da circa 4,4 milioni. Lievemente superiore in Italia e anche in Umbria l’adesione alle seconda dose booster da parte di immunodepressi, con una copertura che nella regione si attesta al 18,5 per cento, risultando la sesta più elevata del paese, che invece viaggia in media al 13,1 per cento alla luce delle 104.049 quarte dosi somministrate a fronte di una platea composta da oltre 791 mila pazienti.

D’Angelo: «Pericoloso abbassare percezione del rischio» «Il servizio vaccinazione è attivo nelle case salute di tutta l’Umbria» ha detto il commissario Massimo D’Angelo, commentando i dati resi noti da Gimbe, mentre «sono in fase di programmazione – ha proseguito – gli interventi vaccinali nelle Rsa, che devono naturalmente tenere conto dei cluster che, seppur a bassa complessità di cura, si sono verificati». Per D’Angelo il flop della quarta dose è «prevalentemente legato alla bassa percezione del rischio che si sta diffondendo tra la popolazione a causa dell’allentamento delle restrizioni e dell’addio alle mascherine, ma deve essere chiaro – ha detto – che l’alleggerimento delle misure anti Covid-19 è possibile soltanto perché c’è un’elevata copertura vaccinale tra la popolazione. Resta quindi fondamentale – conclude – che le categorie più esposte si sottopongano alla somministrazione del secondo richiamo».

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