«Dove è finito quel progetto strategico? Siamo passati in pochi mesi da una Sustainable ad una Unsustainable valley? Cosa è cambiato?». Questi gli interrogativi che staranno circolando nella testa degli oltre 130 lavoratori Treofan, delusi dall’ennesimo tavolo al ministero dello Sviluppo economico, archiviato senza che siano arrivate risposte concrete e, con la prospettiva di un ulteriore anno di cassa integrazione; maestranze in attesa di conoscere qualche dettaglio in più sul summit nella serata di mercoledì, quando è in programma un’assemblea dedicata. Sono le domande che mette nero su bianco in una nota Daniele Lombardini, responsabile Lavoro Pd Umbria, che di fatto chiede il conto a ministero ed enti locali del lavoro sin qui svolto per la ripresa del sito produttivo e la rioccupazione dei lavoratori buttati fuori da Jindal, presente al vertice di martedì, col numero uno Kaufmann.

Lavoro Pd Umbria «Era il 22 giugno 2021 – ricorda Lombardini – quando dal sito della Regione Umbria l’assessore Fioroni affermava con soddisfazione, al termine dell’incontro con il Ministro della Transizione ecologica Cingolani (alla presenza dell’amministratore delegato di Novamont Bastioli): ‘continuiamo a promuovere l’Umbria, il progetto progetto sustainable valley è strategico per l’intero tessuto economico regionale. La necessità di affrontare le criticità dell’area di crisi di Terni richiede oggi una particolare attenzione politica, ma il percorso di specializzazione economica e rilancio del territorio, attraverso innovazione e sostenibilità, sarà uno schema replicato in tutta la Regione’. Che ne è stato poi? Se lo chiedono in primis i tanti lavoratori della Treofan in attesa di un piano industriale mai presentato. Ma si interrogano anche i tanti lavoratori umbri in attesa di sicurezze sul loro futuro. Lavoratori che rimangono appesi agli annunci roboanti e che invece possono al massimo aspirare al soccorso di una ulteriore cassa integrazione in deroga, peraltro scollegata da qualsiasi ipotesi di riqualificazione professionale e d’area. Si va dal distretto dei nanomateriali al polo per l’idrogeno (al netto di tutte le altre questioni aperte: dalla Sangemini alla Tagina, passando per la Ex Novelli e la ex Cementir…tanto per elencarne qualcuna). E i vari player annunciati a mezza bocca dai liquidatori in questi mesi a che gioco giocano?».

Daniele Lombardini

Il futuro della Chimica in Umbria «La vertenza Treofan – prosegue il Dem -, particolare caso di depotenziamento, questo si ‘strategico’, non merita un approccio politico così superficiale. Al tavolo non siede più la vicemistra Todde. Il ministro Giorgetti ha scompaginato le carte, nominando ad ottobre una nuova task force. Singolare e non passata inosservata appare l’improvvisa presenza del Ceo di Jindal Kaufmann. E il centrodestra umbro, Tesei e Latini in testa cosa ci raccontano di questa nuova fase aperta dal loro compagno di partito? Quali prospettive per i territori umbri e di Terni a parte la diffusione di un clima di confusione ed insicurezza? Dove la ‘messa a terra’ del Pnrr regionale che più volta il Pd ha denunciato essere una scatola vuota, un insieme di desiderata senza gambe, insomma poco più di una fake news? I dati elaborati in questi giorni dalla Ires Cgil ci raccontano di un quadro sempre più preoccupante per l’Umbria con un rimbalzo economico nel 2021 al di sotto della media nazionale, non accompagnato da una pari crescita del lavoro: uno sviluppo (modesto) senza occupazione. Per le forze politiche che governano Regione e i Comuni più importanti dovrebbe scattare l’emergenza. Siamo invece all’inerzia. È il tempo concentrare tutti gli sforzi ad ogni livello istituzionale e territoriale su di una progettazione in grado di canalizzare la risorse del Pnrr nazionale e delle risorse comunitarie per sostenere i percorsi di sviluppo della comunità umbra. Non ci si può continuamente rimandare e nascondersi. Il Partito Democratico è come sempre pronto a fare la sua parte, rilanciare il dibattito, accompagnare le soluzioni più coerenti per lo sviluppo dei territori, sostenere i lavoratori e le comunità territoriali impegnati nelle vertenze in atto».

 

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