di M.S.G.
Abolire totalmente l’iva su assorbenti, tamponi femminili, coppette mestruali e assorbenti per incontinenza venduti in farmacia. È questa la proposta dell’atto approvato all’unanimità questa mattina 17 gennaio in Seconda commissione che porta la firma del consigliere Francesco Filipponi (Pd). Il documento, che ora dovrà essere approvato anche in consiglio comunale, prevede di togliere totalmente la così detta ‘Tampon-tax’ che al momento, secondo la nuova legge di bilancio 2022 del Comune di Terni, si attesta al dieci per cento. Una modifica alla tassazione già c’era stata dato che, fino allo scorso 2021, l’iva per l’acquisto di assorbenti era al 22 per cento, ma con questo nuovo atto si vuole azzerare del tutto con un risparmio per tutte le donne che compreranno assorbenti in farmacia.
Seconda commissione L’atto di indirizzo è stato presentato la prima volta dal consigliere Filipponi a maggio 2021. Discusso ora a distanza di tempo deve essere modificato. Prevede una protocollo con farmacie dell’Umbria, ma anche con tutte le farmacie private che vorranno aderire, per l’abolizione della tampon tax.«Il ciclo mestruale non è una scelta e gli assorbenti non possono essere equiparati, con la tassazione, ad un bene di lusso» ha dichiarato il consigliere. «Già altri paesi del mondo come Belgio, Canada, Australia e altri hanno già preso provvedimenti in tal senso – sottolinea Filipponi- . Firenze è il primo capoluogo d’Italia ad averla abolita. Diverse altre amministrazioni hanno provveduto. Fondamentale sarà il coinvolgimento delle farmacie del territorio che dovrebbero prevedere un minor margine di guadagno per una visione in linea con la comunità europea».
Iva già abbassata dal bilancio 2022 Ma in realtà una modifica già c’è stata. L’atto è stato redatto prima della nuova legge di bilancio 2022 approvata a fine dicembre 2021. Nella nuova legge la tassazione sugli assorbenti è passata dall’iva al 22 per cento al 10 per cento. Addirittura scende al 5 per cento quando gli assorbenti sono biodegradabili. «Ora – ha sottolineato il consigliere dem – si tratterebbe di abbattere l’ultimo dieci per cento rimasto. Ho calcolato che le farmacie ternane hanno venduto, negli anni 2019-2020 una media di 1.500 tamponi l’anno. Un dieci per cento in meno significa far risparmiare 50- 60 cent a pacchetto di assorbenti che rapportato al numero complessivo per le farmacie sarebbe una spesa irrisoria di 600-700 euro l’anno. Anche fossero 2.000 per me è una spesa sostenibile se c’è la volontà politica».
La discussione Tutti d’accordo i consiglieri su questa misura. In particolare il pentastellato Comunardo Tobia: «C’è una proposta di legge del movimento 5 stelle in Senato per l’abbattimento al 5%. Auspico quindi che ci sia presto una normativa nazionale ma doveroso è estendere l’atto anche alla vendita della coppetta mestruale, migliore dal punto di vista igienico e per l’ambiente. Comunque sono molto favorevole a questo atto. Ben venga». Un po’ più perplessa la consigliera del Gruppo misto Doriana Musacchi, più che per i contenuti, i dubbi della consigliera sono sulla reale competenza del Comune sulla decisione. A rispondere è il consigliere di Senso civico Alessandro Gentiletti: «Il comune essendo proprietario delle farmacie comunali può decidere sulla materia. Le farmacie comunali hanno funzione pubblica e sarebbe anche un bel segno per combattere la disparità di genere».
‘Stiamo facendo i conti senza l’oste’ A sollevare un problema di non poco conto è il consigliere Michele Rossi di Terni civica: «La cifra va a incidere su un bilancio altrui – ha tuonato il consigliere – di una partecipata certo, ma sarebbe stato giusto sentire i vertici delle farmacie terni. Sondando la disponibilità preventiva da parte dell’azienda, lo troverei più corretto». Dello stesso avviso la presidentessa della seconda commissione Rita Pepegna (FdI):«Stiamo facendo i conti senza l’oste, anche se la cifra è irrisoria dobbiamo testare la volontà della partecipata. Potremmo modificare l’atto, anche inserendo prodotti simili come assorbenti per donne incontinenti. I pannoloni è vero sono distribuiti dall’Asl ma spesso non sono sufficienti». Detto fatto, cinque minuti di sospensione e l’atto viene modificato cambiando la rimozione dell’iva al 22 per cento dell’atto originario con abbassamento o rimozione dell’iva al 10 attualmente presente. Inserite anche coppette mestruali e similari. Così modificato l’atto viene approvato all’unanimità. Ora la parola al consiglio.
