
di F.T.
Tre giorni di iniziative concluse da un grande dibattito al Caos di Terni. L’evento, organizzato da Arci Umbria, ha permesso di fare il punto sulla situazione dei 357 profughi nordafricani accolti sul territorio regionale.
Momento clou della tre giorni è stato il confronto pubblico di giovedì 12 aprile, a cui hanno partecipato circa duecento profughi stipati sulle tribune allestite all’interno del Caos. Al dibattito (“Senza Asilo? Ad una anno dalla guerra in Libia i profughi incontrano le istituzioni italiane”) sono intervenuti Angelo Carbone (vice capo Gabinetto del ministero per la cooperazione internazionale), Daniela di Capua (direttrice servizio centrale dello Sprar), Riccardo Compagnucci (vice capo dipartimento per le libertà civili del ministero dell’interno), la vicepresidente della regione Carla Casciari, il sindaco di Perugia Vladimiro Boccali, quello di Terni Leopoldo Di Girolamo e il responsabile immigrazione dell’Arci nazionale Filippo Miraglia.
A tirare le somme del confronto è Francesco Camuffo, presidente di Arci Umbria. “Siamo riusciti a promuovere la partecipazione diretta dei profughi, senza intermediazioni e permettendo alle istituzioni di toccare con mano la nostra realtà quotidiana. Tutto ciò – spiega Camuffo – attraverso un evento che si colloca a metà strada fra la manifestazione culturale e il dibattito tradizionale, dando vita a un vero e proprio laboratorio di educazione civica”.
Fra i momenti più significativi, la lettera letta dai profughi somali. “Una testimonianza autentica e sentita su tragedie che tendiamo a non comprendere e a non conoscere”.
I diplomi Al termine del dibattito, sono stati consegnati i diplomi ai giovani nordafricani che hanno frequentato i corsi di formazione per aiuto pizzaiolo e operaio edile. Poi la cena etnica, con buona parte dei piatti che sono stati preparati dagli stessi corsisti. Sempre nell’ambito dell’iniziativa, si è svolto anche un torneo di calcio a sette che ha coinvolto le squadre Arci international team, Jenin, Gramsci e Primi della strada.

