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Carlo Rossi, figlio di contadini di Città di Castello, è rimasto vittima di un rastrellamento dei nazisti a Umbertide nel maggio del 1944. Bolzano, Amburgo, Varsavia, sono solo alcune delle città in cui Rossi è stato deportato dai tedeschi, lavorando per scavare trincee e per aprire strade. Nella primavera del 1945, mentre la guerra volgeva al termine, l’ignaro Carlo Rossi è stato liberato dai nazisti al confine tra Olanda e Germania, pesava 45 kg e ha impiegato più di tre mesi per tornare a Città di Castello. A Bolzano ha trovato una bicicletta nera, l’ha presa e ha pedalato fino all’Alto Tevere, dove ha potuto riabbracciare la sua famiglia. Al figlio Paolo oggi nel Giorno della Memoria il presidente della Repubblica ha riconosciuto la medaglia d’Onore alla Memoria che gli è stata consegnata oggi in Prefettura.

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