di M.R.
Si avvicina sempre più la scadenza per la presentazione delle liste in vista del voto per il rinnovo di presidente e consiglio della Provincia di Terni, ma la situazione a livello politico sembra ancora piuttosto fluida, tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra.
Elezioni provinciali Le incognite sull’esito del voto sono diverse, oltre quelle dell’astensione. A pesare, più degli altri, per il metodo dell’indice di ponderazione, sarà il voto dei consiglieri del Comune di Terni. E qui, almeno due sono gli aspetti da tenere in considerazione: da un lato le frizioni interne alla coalizione di Cdx, soprattutto tra Lega e FdI, dall’altro la presenza piuttosto consistente di rappresentanti del M5s, compagno di viaggio del Pd in diverse recenti esperienze elettorali, quindi senza dubbio un sodalizio da valutare attentamente in vista delle consultazioni comunali di Narni del 2022 e quelle di Terni del 2023.
Pd-M5s Considerato quanto si vocifera, anzi, sarebbe il caso di dire che la liaison sta per essere sottoposta a stress test. Sarebbe già una novità, come anticipato, la partecipazione dei pentastellati a questa tornata elettorale, ma ancor più sorprendente sarebbe un accordo coi Dem sul nome del presidente uscente Giampiero Lattanzi, sul quale hanno ufficiosamente posto il veto dopo il caso del post sessista. Una spada che pesa sulla testa del numero uno di Palazzo Bazzani che probabilmente con quella uscita si è giocato anche la possibilità di captare qualche voto da chi, nella fazione opposta vorrebbe magari mandare un segnale ai partiti vicini. Nessuno ha risparmiato parole dure per quella sua uscita social. Nemmeno il Pd che però sembra intenzionato a confermare la sua candidatura. Tra Pd e Cinque stelle, le indiscrezioni delle ultime ore parlano di un possibile accordo ai vertici umbri dei due partiti. Di ufficiale comunque per ora solo la posizione del segretario regionale del Pd Tommaso Bori che sabato mattina alla conferenza stampa per l‘Agorà sulla siderurgia ha detto che «la prossima settimana l’assemblea provinciale del partito si confronterà al suo interno e con gli amministratori di riferimento per raggiungere una posizione unitaria sul candidato presidente e la lista collegata». In via Mazzini, nei giorni scorsi, pare sia circolato anche il nome del sindaco di Arrone Fabio Di Gioia ma si tratta di un’altra di quelle informazioni non ufficiali e comunque per ora pare più sfumata rispetto a una ricandidatura di Lattanzi per scelta del partito stesso. Alle riunioni Dem non sarebbe mancato inoltre chi ha proposto il primo cittadino di Baschi Damiano Bernardini e il giovane Federico Gori di Montecchio, già a capo dell’Anci Umbria per i piccoli Comuni. I prossimi giorni saranno decisivi per fare il punto. Fabrizio Bellini, segretario provinciale Pd, assieme a Bori e il comunale Pierluigi Spinelli, farà la sua parte. Sabato era assente alla conferenza sull’Agorà per via del sit in amerino per la sanità al quale ha preso parte.
Centrodestra Se comunque, soprattutto in una situazione di incognite pentastellate, il centrosinistra dovrebbe trovare la quadra attorno a un candidato in grado di strappare qualche voto a sindaco e consiglieri del fronte opposto, cavalcando le divisioni interne alla coalizione tra Meloniani, Salviniani e Berlusconiani, il centrodestra dovrà impegnarsi a scommettere su un candidato in grado di neutralizzare i franchi tiratori. Negli ultimi giorni, per la presidenza della Provincia, oltre al nome di Laura Pernazza, sindaca di Amelia, negli ambienti politici di riferimento sarebbero circolati quelli dei primi cittadini di San Gemini e Acquasparta, Luciano Clementella e Giovanni Montani. Anche da questa parte i confronti sono aperti e la decisione è attesa a breve. A tutte le valutazioni del caso poi, oltre alla già citata astensione, va aggiunta l’incognita della segretezza del voto, contro la quale nessuno può nulla e per la quale tutto può succedere.
