di Iv. Por.
«Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando europeo per la ricerca su scala internazionale di professionalità scientifiche disponibili a lavorare nella nostra regione». Ad affermarlo è la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione della nuova biblioteca e della mensa per studenti della Facoltà di Medicina, insieme all’assessore Franco Tomassoni, al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e al rettore Francesco Bistoni.
Il bando acchiappa-cervelli Per ora non ci sono grandi dettagli, se non che la Marini ha sottolineato che si tratta del «primo esempio di un bando regionale per l’attrazione ‘cervelli’, in un quadro nazionale che vede purtroppo moltissimi talenti italiani costretti a lavorare all’estero».
La biblioteca biomedica Il tema della ricerca è stato al centro nel giorno del taglio del nastro. «La biblioteca medica che inauguriamo oggi – ha detto Marini – aggiunge ulteriore qualità all’attività di ricerca e didattica della Facoltà di Medicina dell’Università di Perugia, ma anche del sistema sanitario regionale perché essa sarà fruibile a tutti i medici umbri per le loro necessità di ricerca, aggiornamento e studio». .
Patto per la salute Ricordando che è in atto un confronto tra Regioni e ministero della Sanità per la definizione del nuovo Patto per la salute, la presidente ha ricordato come proprio le questioni riguardanti ricerca e formazione del personale medico troveranno adeguato spazio nel Patto: «Come Regione Umbria – ha detto – abbiamo in un certo qual modo anticipato ciò che il Patto per la salute conterrà come linee strategiche per tutte le Regioni per quanto riguarda i percorsi di formazione dei medici, con particolare riferimento agli specializzandi. Nella convenzione Regione-Università per la sanità, che andremo a definire nelle prossime settimane (la presidente ha auspicato che la formalizzazione dell’intesa possa avvenire entro la fine del mese di gennaio, ndr), abbiamo infatti assunto precisi impegni in questa direzione».
La genomica Sarà, invece, la definitiva partenza del centro di ricerca per la “genomica” a rafforzare il ruolo dell’Umbria e della sua Università quale centro di altissima ricerca: «È questa la ‘sfida alta’ che intendiamo accogliere, lavorando positivamente e costruttivamente affinché la vocazione di ‘research university’ del nostro ateneo divenga realtà, consapevoli che ciò si traduce in una crescita del livello qualitativo dell’intero sistema sanitario regionale. Queste realizzazioni – ha concluso la presidente Marini – oggi si rendono possibili perché sono figlie della programmazione realizzata in passato e frutto dei positivi rapporti avuti negli anni dall’Università con la Regione e con il sistema delle autonomie locali».

