Mario Mariano, giornalista sportivo

di Mario Mariano

Battistini aveva chiesto ai suoi, scherzosamente, di non farlo arrabbiare proprio in chiusura di anno per poter trascorrere un Natale in serenità come è giusto che sia, non solo per lui ma per tutti, proprio tutti, fuori da ogni formuletta per auguri di circostanza: la squadra lo ha accontento. Segno che l’allenatore ha la situazione in pugno anche quando ci sono dei fuori programma festosi, come le cene alle quali non si può mancare perché organizzate dalla società e dai tifosi. Gli  eccessi debbono essere stati contenuti se la squadra se l’è presa con calma nel primo tempo e nel secondo ha avuto bisogno di qualche accelerata per venire a capo di una partita di cui  occorreva temere più il fondo del campo che l’effettiva forza dell’avversario. Per la verità in settimana Battistini aveva voluto allentare la tensione per far toccare con mano la dura realtà  che vivono i  meno fortunati, con due iniziative che meritano sottolineature speciali: regalare momenti di serenità ad un tifoso – Roberto Paolucci -ricoverato da tempo in ospedale, un tifoso così speciale che  ha strappato un sorriso a tutti quando  ha raccontato come in 25 anni di presenza al Curi non ha mai visto una partita dalla prospettiva giusta: perché dalla  balaustra centrale,  come un direttore d’orchestra ha diretto i cori degli ultras, dando le spalle al terreno di gioco.

Il momento giusto L’altra visita agli ospiti del Don Guanella, giovani e meno giovani  ma tutti dotati di una qualità rara, la trasparenza d’animo. Aver dedicato a queste persone la vittoria di Isola Liri è stato un  ulteriore gesto di sensibilità di un gruppo che ha capito quanto la solidarietà regali gioia più a chi la fa che a chi la riceve. Dicevamo di una partita sonnacchiosa, da studio nel primo tempo. La pazienza di aspettare il momento in cui l’avversario, che oppone solo la corsa, è costretto a gioco lungo e ad abbassare il ritmo: cogliere l’attimo con giocate in accelerazione ed i giochi sono fatti. Clemente ci mette ancora una volta la testa sul goal e il piede nell’assist per Margarita ed il 2-0 è bello che confezionato, con tanto di passerella televisiva per  i tre dirigenti di punta. Dalla sintesi  fedele delle loro  dichiarazioni se ne deduce quanto segue: che passano molto del loro tempo a confrontarsi, a dialogare anche in maniera serrata; che non sempre sono d’accordo sulla materia del contendere, ma alla fine, a parte le solite dei giornalisti che amplificherebbero certi contrasti, si trova la quadratura del cerchio per centrare il traguardo  comune. La sensazione nettissima è che si tratti di frasi di circostanza ed che la verità sia un’altra: prima o poi saranno gli interessati a raccontarla. Intanto Curti è della Roma e qualcuno gioisce e qualche altro no.

Giordano Aveva torto Manzoni, il coraggio si può anche trovare strada facendo e il buon Daniele stavolta abbandona il dubbio per farsi incontro ad Improta e stopparne il tiro ravvicinato con un ginocchio ed evitare la capitolazione. In Scozia con il Montrose non si soffermavano troppo sullo stile, ma in Italia, quando si tratta di professionismo, si osserva anche quello. Voto: 6.5

Anania Merita il podio, un gradino sotto al solo Clemente. Se ci fossero in palio delle medaglie, quella d’argento non gliela toglierebbe nessuno. Si sgancia anche nel primo tempo, cercato spesso e volentieri da Benedetti, ma è nella ripresa  che infiocchetta la prestazione con il cross che permette al capitano di cogliere il quindicesimo centro. Voto: 7+

Russo Deve aver pensato in questi mesi che ha scampato il pericolo di ritrovarsi in fondo alla classifica con la sua squadra di un anno fa, ed allora tanto vale raddoppiare gli sforzi e vivere un momento d’oro di una carriera non ricca di gioie. Neppure stavolta commette errori di piazzamento e l’applicazione è totale. Voto: 6.5

Borghetti Gli appoggi ai compagni sono fuori misura e la determinazione a volte lo porta a commettere qualche fallo di troppo. Ma neppure lui  fa sconti a chi si presenta dalle sue parti. Voto: 6+

Pupeschi Clemente è un istintivo e lui dà per scontato  che tutti possano trarre vantaggio da una sua giocata geniale: ma il terzino non ha dimestichezza con i colpi di tacco del capitano e si impappina come un principiante. Ma nel gioco difensivo  volge a suo favore il duello con Morleo. Voto: 6

Margarita E’ stato fin troppo facile prevedere che avrebbe trovato il goal quando avesse ritirato un po’ il fiato, cosa che gli accade per quasi tutto il primo tempo. Non si agita, se ne sta sulle sue senza prendere le solite troppe iniziative, come a preparare le forze per il secondo tempo, quando dopo una fuga sprintata ed un accentramento perfetto, va a trovare la gloria che gli mancava: il suo diagonale è di quelli che non lasciano scampo. Voto: 7- (dal  33′ st Ferri Marini Non sarà facile recuperare il terreno perduto, e non certo per sue responsabilità: se saprà farsi trovare pronto verrà anche il suo momento Voto: ng)

Borgese La sosta lo restituirà a Battistini ed ai compagni tonico e lucido come gli è accaduto in passato. Stavolta è  scolorito, con qualche approssimazione che non rientra nel suo repertorio (vedi lanci di 40 metri fatti con troppa supponenza). Voto: 6- –

Benedetti La voglia di esserci, ma anche il desiderio di giocare al meglio tutti i palloni che gli capitano. Spesso e volentieri costringe l’avversario di turno a fare fallo. Va pure a guadagnarsi un rigore sul finale ma l’arbitro con decisione scriteriata lo accusa di aver simulato! Voto: 7

Clemente E’ vivace  ed ispirato anche durante il sonnacchioso primo tempo. Impreziosisce la prestazione con la girata di testa, a coronamento di un girone d’andata che è sicuramente il piccolo-grande capolavoro di una carriera lunga ma avara di soddisfazione. Esce  per non farsi impallinare dall’arbitro e saltare la prima dell’anno nuovo: Voto: 7,5 (dal 22′ st Mocarelli Entra e si mette a tocchettare come uno dai piedi buoni con qualche perfino stilisticamente perfetto. Non butta via un pallone che è uno, segno che durante la settimana anche lui fa esercitazione. Voto: 6+

Tozzi Borsoi E’ tra i pochi che non vede l’ora di mettersi alle spalle il 2011. Si auspica di trovare la mira giusta nell’anno bisestile che verrà ma fa una grande partita. Si rende  assai più utile  nella fase di ripartenza dell’azione che sotto rete dove sbaglia una occasionissima. Voto: 6,5

Moscati Anche lui deve riposare perché ha corso in lungo ed in largo, senza mai risparmiarsi. Qualche sgroppata in bello stile e  diligente copertura gli fanno chiudere il girone con dignità. Voto: 6 (dal 39′ st Moneti Non ha  mai cercato gloria personale; da buon soldato si cala nella parte con grande umiltà. Deve essere una dote di famiglia: Moneti senior tesse la tela perché non si rompa l’accordo che lega la trimurti del Perugia. In certi tratti somiglia a Gianni Letta. Giudizio sul figlio da rimandare, quanto al padre  il compito è impegnativo  assai.

Battistini Il professionista sta entrando nelle grazie dei più, l’uomo sta uscendo sempre di più allo scoperto, ma le sue apparizioni sono volte al sociale, a regalare un sorriso a chi è in affanno ed in sofferenza. I conti andranno regolati alla fine, ma il suo 2011 è stato magico. Voto: 8

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2 replies on “Battistini chiude un 2011 magico, Giordano c’è e il Grifo finisce in bellezza. Il Pagellone di Mariano”

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