Il rettore Bistoni e gli studenti che protestano

di Ivano Porfiri

Continua l’emorragia di studenti iscritti all’Università di Perugia: secondo i dati forniti dall’ateneo, nell’anno accademico 2011/2012 ci saranno 2.100 studenti in meno. E calano anche le immatricolazioni. Quasi tutte le facoltà soffrono.

Duemila iscritti in meno I dati sugli iscritti totali parlano di 2.127 iscritti in meno nell’anno accademico 2011/2012 rispetto a quello precedente, con un calo del 7,8%. In termini assoluti 25.138 contro 27.265. I numeri sono diversificati da facoltà a facoltà. Il calo più importante in percentuale lo fa registrare Lettere e filosofia, che sfiora un -20%, seguita da Scienze politiche (-15,8%). Sorprendentemente calano del 10% anche Economia e Ingegneria, più di Farmacia e Giurisprudenza (rispettivamente -8,6% e -7,6%). Perde studenti anche Agraria, ma solo 20 unità. Le uniche facoltà con  iscritti in crescita sono Veterinaria (6 studenti in più) e Scienze  matematiche, fisiche e naturali (quasi un +4%).

Scarica i dati su iscrizioni e immatricolazioni in pdf

Meno matricole Ovviamente i numeri delle immatricolazioni, anche se non pedissequamente, ricalcano quelli delle iscrizioni. Il calo qui è meno marcato: -5,7% in meno nell’a.a. 2011/2012 rispetto a un anno fa (cioè 5.836 studenti contro 6.188). Guardando alle facoltà, sono ancora Lettere e Scienze politiche a far registrare la diminuzione più forte: -23%, seguite da Ingegneria (-10%), Scienze della Formazione (-7,4%) e Medicina (-6%). Crescono, invece, Agraria (+11%), Scienze matematiche, fisiche e naturali (+5%), e leggermente anche Veterinaria e Farmacia.

Meno appeal Al netto del calo delle immatricolazioni, emerge l’emorragia di circa  1.800 studenti, ragazzi e ragazze cioe’ che hanno lasciato l’ateneo perugino per abbandono, per trasferimenti o altro. Di certo, non un bel segnale su cui incide la crisi economica ma anche un calo di appeal. E, chissà, magari anche il livello di tasse, contestato da alcune associazioni come «fuorilegge». I dati su Lettere e Sciene politiche sottolineano come la difficoltà  di inserimento nel sistema lavorativo incida profondamente nelle scelte dei ragazzi. Queste, specie nel corso di laurea di Scienze della comunicazione, erano state le facoltà del boom perugino a cavallo degli anni 2000. Sorprende, da questo punto di vista, il calo di iscritti di Ingegneria ed Economia, battute evidentemente dalla concorrenza di altri atenei. Reggono, invece, le facoltà di Veterinaria e Agraria, mentre si fa notare l’aumento di Scienze matematiche.

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2 replies on “Università di Perugia, l’emorragia di iscrizioni continua: oltre duemila studenti in meno in un anno”

  1. Di cosa ci si stupisce? Il Magnifico Rettore ha portato alla rovina l’Università di Perugia, e per portare a termine la sua opera di distruzione si è anche preoccupato di modificare i regolamenti per per poter svolgere il terzo mandato (sono in errore?).
    Sono direttore industriale di una importante azienda umbra, e per il lavoro che svolgo mi aspetterei di avere alle calcagna i professori della Facoltà di Ingegneria, tutti in fila per segnalarmi studenti brillanti ai quali fare svolgere tesi di laurea o stage in Azienda (almeno così funziona nelle Università serie, che si preoccupano davvero di offrire ai giovani in gamba delle opportunità professionali).
    Sapete in 8 anni quante segnalazioni ho ricevuto? ZERO!!
    (Ovviamente parlo di segnalazioni, non di raccomandazioni).
    L’Università di Perugia è stata riempita di docenti di scarto, il cui unico valore è l’autoreferenzialità e l’unico obbligo la gratitudine verso coloro che gli hanno preparato la cuccia calda.
    Queste cose, sebbene nessuno le denunci pubblicamente, sono ben note attraverso il tam-tam fra gli studenti, e quindi non c’è proprio da stupirsi se le iscrizioni crollano (anche in Facoltà un tempo molto ambite).
    Cordiali saluti

  2. Non giriamo intorno al problema, il nostro ateneo ha perso ormai il suo blasone. Io mi sono laureato nel secolo scorso, quando nella facoltà di medicina e chirurgia, ma anche nella altre, c’erano docenti di alto livello nazionale e internazionale. Da alcuni anni è invalso l’uso di dare apicalità a soggetti incapaci, purché appartenenti a categorie
    “protette”, quali adepti della massoneria, sponsorizzati da politici di bassa lega locali e nazionali, nonché figli di “personaggi importanti”, quali figli di docenti , meglio se figli di rettori. Non credo che la vicenda Sollecito o la
    delinquenza oggi imperante nella nostra città, possano essere chiamate in causa per giustificare le fughe, il fatto è che gli studenti si sono accorti della decadenza verificatasi da circa dieci anni ad oggi. DI CHI LA COLPA?

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