di En.Ber.
Debiti per 479 mila euro, tributi non pagati, libri contabili distrutti. Per bancarotta fraudolenta l’amministratore di un ristorante di Santa Sabina dichiarato fallito nel novembre 2015 ha patteggiato stamani la propria condanna a due anni di reclusione (pena sospesa) davanti al giudice di Perugia. L’udienza si è svolta nell’ufficio del giudice per l’udienza preliminare Natalia Giubilei alla presenza del pubblico ministero Mara Pucci. L’accordo privato tra la Procura e l’avvocato Saschia Soli, che rappresentava l’imputato, un casertano di 49 anni, è stato accolto e formalizzato da Giubilei.
Le accuse Secondo la pubblica accusa il campano, «nella sua qualità di amministratore della società dichiarata fallita nel 2015» ha «sottratto o distrutto i libri o le altre scritture contabili omettendo di consegnare al curatore i documenti contabili», «distraendo immobilizzazioni materiali per 107 mila euro» e «disponibilità liquide per 12 mila». L’imputato – sempre secondo la Procura di Perugia – ha «cagionato il fallimento per effetto di operazioni dolose omettendo sistematicamente il pagamento dei tributi erariali (120 mila euro) nonché il versamento dei contributi Inps e Inail (333 mila euro)». «L’esposizione debitoria nei confronti di Equitalia – si legge nell’atto di accusa – alla data del fallimento ammontava a 479 mila euro con danno patrimoniale di rilevante gravità». Il pm contestava anche le aggravanti di aver cagionato un danno di rilevante entità e di aver commesso più fatti di bancarotta».
