Roberto Benigni a Bruxelles

di Iv. Por.

«Scusatemi per l’ingessatura: mi è venuto addosso uno che ha fatto un passo indietro!». Ha iniziato così, con uno scherzoso riferimento all’annuncio delle dimissioni del premier Silvio Berlusconi, Roberto Benigni il suo intervento al Parlamento europeo, a Bruxelles, nell’appuntamento della Lectura Dantis organizzato dall’Università per stranieri di Perugia. In prima fila il rettore Stefania Giannini.

Passo indietro Arrivato con le stampelle per un incidente, Benigni ha detto: «Ha fatto un passo indietro proprio quando c’ero io…scherzo, sono caduto: ma è un periodo di cadute questo in Italia!». Benigni ha letto il 26° canto dell’Inferno di Dante, quello che parla di Ulisse, nell’emiciclo dell’Europarlamento, per una delle ultime occasioni di celebrazione dei 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

YouTube video

Capaci di miracoli Benigni ha parlato a lungo dell’Italia, delle tante meraviglie della sua storia. Diversi i riferimenti all’attualità: dalla crisi, «senza governo seguiamo il modello belga – ha detto – che vi invidiavo, avete tutte le fortune, pensavo!», al debito pubblico, «se pensate che noi italiani abbiamo inventato le banche e nel Medio Evo abbiamo prestato tanti soldi agli inglesi e adesso abbiamo un debito, ma ora chi gli va chiedere i soldi a Edoardo I d’Inghilterra che non ce li ha mai ridati?», alla capacità di resurrezione degli italiani «dopo rovine e saccheggi: siamo capaci di miracoli».

E, ancora battute «Sono contento di essere qui, a Bruxelles ho mangiato le ‘moules et frites’. Era tanto che non mangiavo, in Italia. Sempre scatolette di tonno, perche’ nei ristoranti non si entra. Sono pienissimi…». Per chiudere il fuoco d’artificio politico con un «ci siete tutti? C’è la maggioranza spero. Non mi fate scherzi, eh. Magari c’è qualche traditore tra di voi: sette-otto e magari è qualcuno che è andato in bagno. Non è che tra i traditori c’è anche il Manneken-Pis (monumento simbolo di Bruxelles, ndr)?». E non dimentica la Grecia, con la quale «abbiamo un debito immenso per il pensiero, la filosofia e la logica regalati al mondo. Tanto che tutti le dovrebbero pagare un euro al giorno». Su tutto, una certezza: «Questo è un momento straordinario per l’Italia, perché la speranza si manifesta nella disperazione compiuta». Una standing ovation ha salutato Benigni che si allontanava dall’emiciclo con le stampelle dopo la sua emozionantissima lettura.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.