di Iv. Por.
Spariscono le comunità montane, spuntano le Unioni dei Comuni. Sparisce l’Arusia, spunta l’Agenzia forestale regionale. E’ cambiato qualcosa? Si vedrà presto se il Ddl preadottato oggi dalla giunta regionale è solo una mossa «gattopardesca», di facciata, come denuncia l’opposizione oppure una vera svolta nella politica delle riforme.
Lungo tira e molla Il Ddl approvato su proposta degli assessori al Bilancio Franco Tomassoni e all’Agricoltura Fernanda Cecchini, dopo settimane di tira e molla, inizia ora la fase di partecipazione con Anci Upi e Uncem per poi essere trasmesso al consiglio regionale per la definitiva approvazione, subito dopo le ferie natalizie. La normativa disciplina e definisce l’organizzazione delle Unioni dei Comuni che, anche per disposizione nazionale sulla gestione associata dei servizi, dovranno necessariamente costituirsi. La Giunta regionale, a seguito della fase di concertazione tutti i soggetti interessati, indicherà il numero dei territori ottimali nei quali potranno costituirsi le Unioni dei Comuni. Mentre ha già disciplinato nel provvedimento le funzioni e il quadro normativo di questi organismi, rimandando all’autonomia degli enti locali, attraverso gli statuti, le scelte organizzative.
Chi comanda e chi paga Le Unioni dei Comuni saranno dotate di organi semplificati di cui faranno parte sindaci, assessori o consiglieri dei Comuni appartenenti, ciò nel rispetto delle indicazioni elettorali e in modo da non gravare finanziariamente sui bilanci delle Unioni con indennità, gettoni di presenza o altri emolumenti di qualsiasi natura. La Regione concorrerà al funzionamento delle Unioni attraverso la copertura delle spese delle funzioni conferite, con risorse derivanti da programmi e iniziative cofinanziate dall’Unione europea, il finanziamento di interventi previsti da disposizioni regionali e l’assegnazione dei fondi statali relativi alle funzioni conferite.
L’Agenzia forestale Parte del disegno di legge regionale è inoltre dedicata alla istituzione ed al funzionamento dell’Agenzia forestale regionale che assorbirà tutte le competenze operative e gestionali delle comunità montane riguardanti i beni agro-forestali appartenenti al demanio e al patrimonio della Regione. Tra queste la tutela e il miglioramento dei boschi esistenti e le attività connesse, gli interventi di imboschimento e rimboschimento e relative cure colturali, l’esercizio delle funzioni in materia di bonifica, di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi e interventi di difesa del suolo, sistemazioni idraulico-forestali e idraulico-agrarie, oltre che l’attività vivaistica per la conservazione della biodiversità. Regione, Province, Comuni e altri enti, potranno affidare all’Agenzia, mediante convenzione di durata almeno triennale, la gestione di funzioni, servizi e attività omogenee e analoghe. L’Agenzia sarà guidata da un amministratore unico che avrà al suo fianco il Collegio dei revisori dei conti e si avvarrà del personale impiegatizio ed operaio proveniente dalle comunità montane. La riforma prevede anche la soppressione dell’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura (Arusia) e l’allocazione delle funzioni presso la Regione o l’Agenzia regionale nel rispetto delle diverse competenze.
Rinviato il problema Agea Nel corso della seduta, su proposta dell’assessore all’agricoltura Cecchini, è stata inoltre affrontata la questione relativa all’istituzione dell’organismo per la liquidazione dei pagamenti relativi alla Pac e al Piano di sviluppo rurale, finora effettuati da Agea. Su decisione dell’esecutivo la questione sarà oggetto di un ulteriore approfondimento tecnico, organizzativo e finanziario eventualmente da definire con un apposito atto.

