Un agriturismo umbro (foto F.Troccoli)

In tutto 16 articoli che definiscono più in dettaglio, rispetto alla legge regionale, le tipologie di attività agrituristiche possibili e le modalità operative di svolgimento, i procedimenti amministrativi per avviare un’attività agrituristica, i controlli. La giunta regionale nelle scorse ore ha preadottato la proposta di regolamento che definisce tipologie e modalità delle attività agrituristiche da parte delle imprese agricole, «puntando – spiega l’assessore regionale Fernanda Cecchini – sulle produzioni proprie e locali per la promozione del territorio e delle aree rurali». Punto di partenza è la legge regionale con cui si spiega che le attività agricole svolte nel corso dell’anno devono essere prevalenti rispetto a quelle agrituristiche.

AGRITURISMI, DOPO IL BOOM PROSEGUE IL CALO

Nuove regole Una delle novità riguarda la classificazione, con il passaggio – sula base di un decreto del del Ministero dell’agricoltura – dal numero di spighe (metodo adottato dalla Regione) ai girasoli stabiliti a livello nazionale. Per le attività di alloggio il regolamento prevede alloggio in edifici e in spazi aperti e si fa rinvio, nel primo caso alle modalità e ai limiti delle “country house” e nel secondo caso alle modalità e ai limiti dei campeggi convenzionali classificati ad una stella. Novità importanti ci sono anche riguardo a ciò che viene cucinato negli agriturismi: «Pasti e bevande portati in tavola – dice Cecchini – devono essere espressione delle produzioni locali, per la valorizzazione delle produzioni agricole aziendali e del territorio regionale, delle tradizioni enogastronomiche tipiche locali e della cultura alimentare dell’Umbria. La normativa prevede infatti che vengano preparati con prodotti aziendali e locali fino all’85 per cento del costo annuo della materia prima, con la proporzione del 30% di produzioni proprie e del 55% di prodotto regionale tracciato».

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Attività Vengono inoltre dettagliati tutti i requisiti igienico-sanitari per lo svolgimento delle attività di somministrazione di pietanze e bevande, mentre per quanto riguarda la tracciabilità dei prodotti vengono indicate le modalità di reperimento e contabilizzazione, e in più ci sarà l’obbligo di comunicare ai clienti l’elenco degli ingredienti con la relativa indicazione di provenienza. Più definite anche le attività offerte, così da distinguerle da quelle presentate dal settore alberghiero. Attività connesse all’azienda agricola, quali l’ippoturismo qualora l’azienda allevi cavalli, o il trekking naturalistico, se in azienda vi siano sentieri identificabili, che si distinguono da tutta una serie di attività non connesse all’azienda agricola quali piscina, campi sportivi, centri benessere. Le prime possono essere offerte anche a soggetti che non soggiornano e non sono ospiti dell’agriturismo. Le seconde possono essere offerte esclusivamente a chi soggiorna ed è ospite dell’agriturismo come servizi integrativi all’ospitalità.

I controlli «Per quanto riguarda il rispetto delle regole – sottolinea poi Cecchini – c’è un robusto sistema di controllo: le ex Comunità montane che rilasciano l’abilitazione faranno i controlli sui certificati di abilitazione ogni tre anni dalla prima iscrizione all’elenco regionale. Le amministrazioni comunali saranno chiamate a fare i controlli, anche in questo caso ogni tre anni dalla Scia, sugli aspetti amministrativi e urbanistici relativi alla Scia rilasciata ivi compresi i controlli sulla tipologia e i limiti di esercizio, quali ad esempi numero di posti tavola e posti letto, servizi offerti. Si aggiungerà ai controlli dei Comuni, rispetto al passato – conclude l’assessore -, il controllo sulla percentuale dei prodotti destinati alla ristorazione e alla degustazione, proprio per la centralità della promozione dei prodotti agroalimentari umbri, dell’offerta enogastronomica regionale e della ‘filiera corta’ che le aziende agricole devono rispettare con le loro attività agrituristiche».

Approvazione e numeri Il testo del regolamento, valutato nei mesi scorsi insieme ai componenti del Tavolo verde, sarà ora sottoposto all’esame del Comitato legislativo e del Consiglio delle autonomie locali, per ottenere i pareri previsti. L’approvazione è prevista prima dell’autunno. Secondo gli ultimi dati Istat a disposizione, in Umbria erano presenti nel 2016 1.252 agriturismi, dei quali “solo” 388 fanno ristorazione, 244 offrono degustazione e ben 1.093 offrono altri servizi; di questi 146 propongono anche equitazione, 341 escursioni, 92 osservazioni naturalistiche, 391 trekking, 347 mountain bike, 17 sono fattorie didattiche, 205 organizzano corsi di varia natura, 849 attività sportive, 489 attività varie.

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