di En.Ber.
Un venditore di kebab pakistano è stato sequestrato e torturato per alcune ore da tre connazionali ai quali sono stati sequestrati dalla polizia vestiti sporchi di sangue, un coltello, una chiave svitabulloni e una pistola giocattolo probabilmente utilizzata per intimorire la vittima. Sulle ragioni del sequestro sono in corso indagini. Del fascicolo, che ha portato all’arresto dei tre, si stanno occupando gli agenti della squadra mobile di Pergia – i quali domenica pomeriggio sono intervenuti a sostegno della polstrada che lungo la E45 ha fermato l’auto sulla quale viaggiavano i tre presunti aguzzini con la persona offesa – in collaborazione con i colleghi di Ravenna ossia la città in cui è avvenuto materialmente il rapimento. Quando è stata fermata l’auto – viene ricostruito dagli investigatori – il venditore di kebab, inizialmente silenzioso e con evidenti lesioni al volto, ha raccontato ai poliziotti di essere stato privato della libertà personale a Ravenna e picchiato.
Sequestrata anche una pistola giocattolo Stando a quanto ricostruito finora la vittima, con una scusa, è stata fatta uscire dal negozio e caricata su un’auto: ad aspettarlo, poco lontano, c’erano i tre connazionali che lo hanno portato ad Arezzo per poi riaccompagnarlo nuovamente a Ravenna. Il piano, però, è stato interrotto dalla polizia: in auto sono state sequestrati un coltello, vestiti sporchi di sangue, un arnese in legno e una chiave svitabulloni. Nel corso delle indagini è stato anche individuato l’appartamento nell’Aretino in cui si sarebbero consumate le violenze: lì sono state trovate carte sporche di sangue e una pistola giocattolo verosimilmente utilizzata per intimorire e percuotere la vittima.
