Il Torbidone ingrossato

di Chiara Fabrizi

Se i segni del terremoto diventassero Geositi, ossia beni naturali di pregio scientifico e ambientale capaci di innescare progetti di ricerca e, forse, anche turismo. Ci sono le mutazioni idreogeologiche causate dal sisma del 2016 a Norcia e sui Sibillini, tra tutti il torrente Torbidone tornato a scorrere dopo quasi 40 anni, al centro della proposta spuntata al tavolo di coordinamento dell’Ente Parco dei Sibillini e dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), a cui partecipa anche il Cnr (Centro nazionale di ricerca) e tutti gli enti locali, per il fare il punto sulle ricerche avviate intorno alle modificazioni del sistema idrogeologico provocate dal terremoto. Intanto giovedì mattina il Senato ha dato il via libera al decreto terremoto, l’ultimo provvedimento del governo Gentiloni che ora è atteso alla Camera.

TUTTO SUL TORBIDONE

In particolare, al Centro regionale di Protezione civile di Foligno, si sono accomodati tutti gli esperti che ormai da quasi due anni indagano sui segni lasciati sui Sibillini dalla terribile sequenza sismica del Centro Italia, con l’obiettivo di valutare sia le condizioni di stabilità e pericolosità dei versanti, quindi ripristinare la percorribilità dei percorsi escursionistici, che le modificazioni avvenute agli habitat, come alcuni corsi d’acqua e sorgenti. In questo senso, l’incontro di mercoledì a Foligno, i tecnici di una decina di soggetti pubblici hanno gettato le basi per una serie di monitoraggi come quello delle variazioni delle portate delle sorgenti e delle frane, mentre si è fatta largo anche la possibilità di individuare i Geositi dei Sibillini creati dal terremoto. Segni tangibili del passaggio del sisma, il più clamoroso resta il torrente Torbidone, ma tanti sono i punti di interesse sul monte Vettore, che potrebbero generare economia e conoscenza. L’obiettivo dei Geositi è infatti quello della valorizzazione da un punto di vista scientifico, ma pure didattico e turistico. Una traiettoria, questa, eventualmente tutta da esplorare.

Intanto da Roma per i terremotati arriva il via libera dal Senato al decreto terremoto che reca misure urgenti a favore delle popolazioni del Centro-Italia, interessate dal sisma del 2016. Il provvedimento ha ottenuto 204 sì, un solo no e 56 astenuti, tra questi Franco Zaffini che ha rilevato come sul sisma sia «stata prodotta una normativa prolissa e disorientante che ha determinato ritardi e malfunzionamenti, alla quale si è tentato di porre rimedio con un ‘decretino’ che trattava ben altro rispetto ai grandi temi della ricostruzione, mentre in realtà il governo Gentiloni sarebbe dovuto partire subito con un decreto. Oggi il Pd denuncia urgenze ma è stato perso tempo prezioso». In questo senso Zaffini si rende disponibile per diventare «promotore di una legge quadro sui disastri naturali». Intanto, il decreto approderà alla Camera il 16 luglio per la discussione generale, il voto finale è previsto tra martedì 17 e mercoledì 18 luglio.

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