Una bottiglia rotta

di Daniele Bovi

Per più di cinque mesi, ogni sera, a partire dalle 20 niente vendita di bevande in contenitori di vetro o in lattine in tutte le sagre di Perugia, così come avviene già in centro storico e a Fontivegge. Il sindaco di Perugia Andrea Romizi ha firmato nelle scorse ore un’ordinanza che prevede il suddetto divieto anche per concerti, «feste popolari» e altri tipi di «manifestazioni pubbliche». A richiederlo, così come l’anno scorso, è stata la Prefettura di Perugia dopo quanto successo nel 2017 in piazza San Carlo, a Torino, dove si erano riunite migliaia di persone per assistere alla finale di Champions League; un episodio dopo il quale fu emanata la ormai nota circolare del capo della polizia Franco Gabrielli. Un tema, quello della sicurezza e dei suoi crescenti costi anche per feste e sagre, sul quale recentemente sono intervenuti anche i piccoli comuni della regione.

SAGRE E FESTE POPOLARI: LA MAPPA

L’ordinanza Il provvedimento a Perugia sarà in vigore dal 7 giugno al 18 novembre, periodo durante il quale il territorio comunale è punteggiato da decine di sagre e feste popolari che richiamano, dove più e dove meno, migliaia di persone «che hanno diritto – è scritto nell’ordinanza – di fruirne in condizioni di assoluta tranquillità e sicurezza». A turbare tranquillità e sicurezza secondo l’ordinanza potrebbe essere «l’abbandono di bottiglie di vetro e lattine» nelle aree oggetto del provvedimento; in più si parla di «una sgradita immagine della città» e di «timori, per la circostanza idonea ad alimentare disordini, risse, tumulti e lancio di oggetti, con conseguente possibilità di danno a persone e cose, diminuendo così il senso di sicurezza percepito e la vivibilità degli spazi comuni».

SICUREZZA, COMUNI: «SAGRE E FESTE A RISCHIO»

I divieti In particolare il divieto scatterà dalle 20 fino al termine della manifestazione, del concerto o della sagra, e l’unica deroga pare riguardare la somministrazione «presso le aree appositamente destinate a tal fine». Gli stessi divieti varranno per titolari di negozi, distributori automatici e ambulanti che si troveranno a meno di 100 metri. In più gli organizzatori di ogni appuntamento dovranno recuperare «immediatamente» i rifiuti in vetro o in metallo «evitando la permanenza anche temporanea degli stessi nelle aree di somministrazione»; un fenomeno che invece si nota in centro storico dove, paradossalmente, mentre i locali sono obbligati a non servire niente in vetro o lattina, a tarda sera lungo le strade si vedono grandi sacchi pieni di bottiglie di vetro che aspettano di essere portati via. Tornando alle sagre, i rifiuti «dovranno essere conservati in luogo chiuso e ben protetto fino al momento del conferimento»; tassativamente, il gestore del servizio di smaltimento dei rifiuti dovrà raccogliergli ogni giorno.

Twitter @DanieleBovi

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