di Chia.Fa.
«Non rileviamo gravi irregolarità contabili e finanziarie, né inadempienze» tuttavia «l’equilibrio di parte corrente è ottenuto col ricorso a entrate straordinarie, principalmente recupero evasione e multe. Sollecitiamo ulteriormente il monitoraggio dell’equilibrio di bilancio nel corso del 2018 e raccomandiamo ulteriori programmi di contenimento della spesa». Questo il messaggio del collegio dei revisori dei conti del Comune di Spoleto, approdato direttamente mercoledì mattina in consiglio comunale, riunito per discutere il bilancio consuntivo, approvato con undici voti favorevoli e due astenuti (Cretoni e Proietti), dopo tre ore di discussione consiliare segnata dalla campagna elettorale e dai commiati di chi non si ricandida, tra questi il presidente dell’assemblea Panfili, le consigliere Dell’Anno e Zampa. Quella di mercoledì mattina, però, non è stata l’ultima seduta del consiglio che tornerà a riunirsi prima delle elezioni del 10 giugno per votare della variazioni di bilancio legate a fondi del Piano di sviluppo rurale. La convocazione è attesa.
Via libera al consuntivo Nel documento con cui l’organismo di controllo ha dato parere favorevole al rendiconto 2017, si invita anche «a un monitoraggio costante del fondo contenziosi e della relativa adeguatezza per affrontare tempestivamente le posizioni debitorie fuori bilancio che si potrebbero determinare a seguito degli esiti dei giudizi in corso nonché a eventuali nuove possibili controversie». Il tesoretto gira intorno a 1,9 milioni di euro e tra i contenziosi c’è anche quello noto da circa 960 mila euro relativi a un presunto credito che Umbria mobilità sostiene di vantare sul Comune per la gestione della mobilità alternativa tra il 2007 e il 2010. Sul punto i revisori rilevano che la richiesta di Um «sulla base della documentazione prodotta pure dalla controparte non sembra, da una prima analisi anche del legale incaricato, supportato da una completa fondatezza rispetto al quantum. E’ stato incaricato un consulente tecnico, che ha anche promosso il tentativo di conciliazione. In via del tutto prudenziale il Comune ha ritenuto congruo ipotizzare un rischio di probabile soccombenza del 45 per cento, già imputata nel fondo per 480mila euro». L’organismo di controllo contabile, poi, rileva «l’adeguatezza del fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione, conteggiato correttamente accantonando ulteriori somme in base ai criteri previsti». Di entrambe le questioni si è discusso in aula, dopo le relazioni dell’assessore Castrovillari e il dirigente Gori, al pari dei derivati finanziari swap risalenti al 2006 e in scadenza nel 2024, che pesano 2 milioni di euro, ma cui è in corso una complessa trattativi di riconciliazione, che potrebbe comprimere l’onere. Anche questa pratica finanziaria passerà alla prossima amministrazione. Sul fronte tecnico il consuntivo 2017 ha permesso di ripianare una quota di 2 milioni il disavanzo tecnico da 15 milioni di euro, a fronte di una quota annua da 516 mila euro. Dal debito l’ente rientrerà tra 25 anni invece che tra 27.
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