di Chiara Fabrizi
Il premio Oscar Marion Cotillard che in piazza Duomo sarà Giovanna D’Arco, per un’inedita chiusura del Due Mondi affidata a un’opera. Silvia Colasanti, invece, ha composto la musica dell’opera inaugurale Minotauro, che aprirà il Festival di Spoleto il 29 giugno. Al Nuovo-Menotti per la prosa c’è grande interesse per l’arrivo della figlia e della nipote di Charlie Chaplin, ossia Victoria Chaplin Thierrée e Aurélia Thierrée con Campanelli e incantesimi. Rosa è anche la danza con lo spettacolo della coreografa Lucinda Childs e pure con My Ladies Rock un omaggio alle icone della musica, anche se al Romano la danza brilla specialmente con l’Hamburg Ballet in Old friends del coreografo John Neumeier.
Ecco il programma del Festival C’è un protagonismo molto femminile nella 61esima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, presentato mercoledì mattina al Maxxi di Roma dal direttore artistico Giorgio Ferrara, che firma la regia di Minotauro opera lirica in dieci quadri e musiche eseguite dall’Orchestra giovanile italiana diretta da Jonathan Webb: «Il Festival vive una fase di nuovo splendore – ha esordito Ferrara – confortata sia dalla qualità dell’offerta che dai numeri, tanto che la sfida vinta ci fa guardare alle prossime tre edizioni con fiducia. Vorrei sottolineare alcuni aspetti della mia linea artistica – è andato avanti Ferrara – prima di tutto lo spazio che Spoleto dà ai giovani talenti, che da noi lavorano al fianco di grandi artisti; ma anche gli allestimenti operistici di grande spessore che, con le tournée internazionali, tengono alta l’attenzione su Spoleto per tutto l’arco dell’anno, oltre ad assicurare un ritorno economico che rafforza il budget del Festival», che gira intorno ai 5 milioni di euro. Ad ascoltare in sala i candidati sindaco Maria Elena Bececco, Umberto De Augustinis e Camilla Laureti, mentre era assente Maura Coltorti: uno di loro sarà il neo sindaco di Spoleto per la prima alzata di sipario del Due Mondi, che in caso di ballottaggio avverrebbe a cinque giorni dall’insediamento del primo cittadino, che rischierebbe di aprire il Festival in solitaria, ossia senza giunta.
Fendi porta la Scienza al Due Mondi Ma oggi l’attenzione è tutta puntata sul programma che, seppur molto rosa, è segnato anche da altri grandi protagonisti internazionali non soltanto delle arti. Sì, perché la Fondazione Fendi porta la Scienza al Due Mondi con una doppia mostra che si annuncia straordinaria e soprattutto con l’assegnazione del premio omonimo ai due premi Nobel Peter Higgs e Francois Englert, stesso riconoscimento sarà anche consegnato alla direttrice del Cern di Ginevra, Fabiola Giannotti.
Carsen, Orlando, Baricco Al Nuovo-Menotti quest’anno non ci sarà Bob Wilson, ma le porte del teatro maggiore si spalancano per accogliere Robert Carsen e L’opera del mendicante: al regista sarà anche assegnato il premio della Fondazione Carispo. Grande attesa, poi, per Novecento di Alessandro Baricco, con lo scrittore che sarà attore, così come debutta al Due Mondi un attore italiano di lungo corso come Silvio Orlando, in scena al Caio Melisso con Si nota all’imbrunire di Lucia Calamaro: prima volta al Festival anche per Franco Branciaroli con Lettere a Nour. Il Festival sbarca anche per la prima volta in Alta Marroggia, precisamente nella palestra delle scuole di San Giovanni, dove Romeo Castellucci porta Giudizio. Possibilità. Essere. Non manca poi la serata pop in piazza Duomo: lo scorso anno affidata a Fiorella Mannoia, mentre quest’anno davanti alla facciata è atteso Francesco De Gregori.
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