L'ingresso del Tar

di Chiara Fabrizi

Tirano un bel sospiro di sollievo, la decina di famiglie che vivono nel condominio di via Ippocrate realizzato nel 2011, ma a cui il Comune di Terni un anno fa ha annullato il permesso a costruire rilevando difformità. Il provvedimento dell’ente, però, è stato annullato dal Tar dell’Umbria che ha accolto sia il ricorso dei proprietari degli appartamenti che del costruttore, tutti difesi dall’avvocato Giovanni Ranalli.

Condominio da demolire I giudici amministrativi (presidente Potenza, a latere Amovilli e Mattei) hanno dato ragione alle parti privati, rilevando nell’azione dell’ente «eccesso di potere per difetto di istruttoria ed illogicità». In sentenza il collegio scrive che «l’ordinanza di demolizione richiama a un verbale per la descrizione delle difformità che risulta a tratti perplesso e condizionato a ulteriori verifiche, che l’amministrazione non risulta aver fatto». In particolare il Comune contesta un diverso posizionamento dell’edificio rispetto a quanto previsto dai titoli edilizi ma «gli agenti accertatori si sono riservati “un maggiore approfondimento istruttorio” di cui poi – si legge in sentenza – non vi è alcuna traccia nell’ordinanza impugnata».

Tar ferma tutto e dà ragione ai proprietari Carente anche l’altra irregolarità rilevata da palazzo Spada, secondo cui «le finestre del condominio di via Ippocrate sono più grandi rispetto a quelle autorizzate». Sul punto, infatti, il Tar dell’Umbria evidenzia che la contestazione «è del tutto generica, mentre l’autorità comunale deve farsi carico di descrivere compiutamente l’entità di tali difformità». Da qui l’annullamento dell’ordinanza di demolizione del condominio di via Ippocrate e il sospiro di sollievo tirato da costruttore e proprietari: spese legali tra le parti compensate.

@chilodice

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