Il profilo Facebook aperto Terni verso Roma

di Maurizio Troccoli

Inizia con l’apertura di un profilo Facebook il tam tam dei ternani per difendere la propria autonomia e la propria provincia. Il profilo Facebook porta il nome «Verso Roma, non vogliamo che Terni sia provincia di Perugia» e stando al titolo non ci sarebbe da aggiungere molto. Non fosse per il clima rovente che si è scatenato in queste ultime ore, tra volti noti della politica regionale e gente comune, che ha determinato un consiglio straordinario aperto a tutti, compresi sindaci, parlamentari e province vicine, per fare il punto e decidere che strada prendere. Sul tavolo di Facebook ci sono tre proposte che rappresentano i presupposti e le ragioni del confronto. Eccole riportate integralmente come pubblicate dall’amministratore del sito.

Le tre proposte «Per Terni ci sono diverse possibilità di sopravvivenza, le elenco in ordine : 1) Equilibrare le province in Umbria inserendo Spoleto, Todi e Valnerina nella provincia di Terni (magari inglobando anche Rieti) 2) Fare provincia con Vt e Ri 3) Diventare provincia di Roma. Escludo quella che è più naturale ma meno conveniente per Terni … divenire provincia di Perugia. Un eventualità da combattere con tutte le forze perchè sperimentato già cosa significa per Terni, basta guardare quello che succede con l’Ospedale Santa Maria o con il polo universitario. Considerando i tempi ristretti e i vantaggi che potrebbero venire dalla terza delle tre ipotesi sopra elencate credo che spostare se non l’intera provincia di Terni almeno il Comune di Terni verso Roma, verso la provincia di Roma è l’unica possibilità ‘politica’ per Terni». Insomma se qualcuno ipotizza l’annessione di Terni a Roma come Comune, o al Lazio, come Provincia, c’è chi spiega l’impossibilità di una simile iniziativa paventando altre soluzioni che scongiurino l’adesione a Perugia, la più temuta.

Così scrive Fabio Paparelli L’assessore della Provincia di Terni e membro della segreteria regionale del Pd, entra nel vivo della discussione e scrive su Facebook: «Apprezzo l’orgoglio civico che l’abolizione annunciata della Provincia di Terni ha destato in tutti voi. Io è da venti anni che mi batto inascoltato per il riequilibrio territoriale l’abolizione degli enti intermedi che costano molto di più delle Province. Ora questa battaglia si puó vincere o quanto meno giocare con le carte in regola. Terni è chiamata a scegliere se vuole essere ancora Capoluogo e Capitale di una Provincia conservando Prefettura,questura,camera commercio, ordini, direzione provinciale poste e scilastica etc etc). È qui che va definitivamente misurata la capacità delle classi dirigenti Umbre, perchè dovete sapere che senza la Provincia comincerà un processo di disgregazione istituzionale e sociale dell’Umbria con spinte centrifughe. Quindi per non perdere il ruolo di capoluogo combattiamo insieme questa battaglia, in modo assolutamente trasversale.. poi trarremo ognuno le proprie conclusioni.
NB Intanto inondiamo di paraculate il furbetto di quartiere Guasticchi!!

Il tam tam incandescente Ma la proposta di rivedere i confini della Provincia, annettendo magari qualche comune o aree intere, non convince tutti i membri che hanno aderito al profilo Facebook. In tanti spingono verso lidi laziali, altri ancora considerano inutile queste iniziative compresa quella di un consiglio straordinario «poichè non producono risultati», altri ancora si dicono favorevoli alla soppressione di tutte le province italiane ed infine c’è chi interpreta la difesa ad oltranza della provincia ternana come una difesa delle poltrone. Ma quando la discussione scivola su questioni giuridiche arrivano le bacchettate di Paparelli che invita a studiare di più.

Studiare. L’unica ipotesi: rivedere i confini «Cercate di studiare le cose, se volete dare un contributo serio», scrive Paparelli. «In base al decreto oggi vigente  – ancora Paparelli – ed agli articoli 132 e 133 della vigente costituzione non è possibile che Terni passi con la Provincia di Roma, non perdete tempo in questa direzione. È prevista solo la modifica dei confini provinciali entro la Regione (riequilibrio), con il consenso delle popolazioni che va costruito, proponendo agli Umbri una nuova fase del regionalismo con due poli (forti ) che fanno da attrattori socio- eco omici verso i territori contermini. Bisogna chiedere due cose immediate, una modifica del decreto, che dia la possibilità, per le Regioni che lo vorranno, di espletare tale procedura (per arrivare a raggiungere i parametri del decreto), tale decreto va poi modificato per le regioni che hanno due sole province. Qui dobbiamo chiamare al lavoro se esistono i parlamentari Umbri».
Il consiglio straordinario «La Provincia ha previsto un Consiglio Straordinario congiunto con Comune e aperto a tutti i sindaci, parlamentari, consiglieri regionali, forze sociali, e cittadini singoli ed associati», scrive ancora Paparelli. «Dai concittadini ternani del pdl mi aspetto un aiuto concreto ed una battaglia condivisa.. Il resto è ad oggi impraticabile e dannoso per l’Umbria. Se non si vincerà questa battaglia saranno i cittadini ternani a decidere ( Roma non rientra in alcuna possibilità giuridica)».Paparelli invita Andrea Fabbri, giornalista, a non essere testardo sull’ipotesi di spiaggiare nel Lazio. Quindi la risposta

Andrea Fabbri scrive «Come faccio a non essere testardo? Devo dire che hai ragione tu per forza di cose? Che hai ragione lo si sa da tempo: tutti sappiamo che sarebbe meglio e più produttivo riequilbrare le province umbre; tutti (o quasi) volevamo e vogliamo questo riequilibrio tra Terni e Perugia che, però, gli Enti locali e territoriali dell’Umbria non hanno voluto e non hanno realizzato. Tutti (guarda un po’ anche io) sappiamo che Terni non confina con Roma. Tutti (o quasi) sanno che Roma è e sarà area metropolitana. Questa manovra, anche con eventuali correttivi, comporterà un lavorìo burocratico-amministrativo​-organizzativo non indifferente. Se le province non saranno abolite tutte (e non lo saranno) si modificheranno o no i confini di quelle che resteranno???? La Provincia di Rieti che fine farà? E se con lo modifiche parlamentari sparisse pure la provincia di Viterbo? Due considerazioni franche, Fabio: A) improduttive, in materia di riequilibrio territoriale umbro, sono state fino a oggi le chiacchiere a vuoto che Provincia di Terni, Comune di Terni, Regione Umbria & C. hanno fatto sul tema; che siano improduttive le chiacchiere fatte su FB è normale!!! Sull’aleatorio…beh, punti di vista che rispetto. Ripeto: voglio TERNI CAPOLUOGO DI PROVINCIA, ma il Governo ci ha cancellati e il tuo PD non ci difende affatto avendo dapprima proposto l’abolizione di TUTTE le province (proposta che condivido pienamente) e poi presentato una proposta (Vassallo) che mi pare moooolto simile a quanto inserito in manovra. P.S.. La Costituzione ogni tanto la leggo anche io….Con rispetto e stima».

Leo Venturi: o riequilibrio o sparisce l’Umbria L’ex candidato nella lista Terni Oltre, non si tira indietro dalla polemica e attribuisce responsabilità alla «miopia della classe dirigente», mentre sostiene che se non si ridisegnano i confini finisce l’Umbria. «La miopia – scrive Venturi – di chi da sempre si è ostinato a non affrontare il tema del riequilibrio fra le due provincie fa pagare un prezzo salato alla nostra comunità. La decisione del Governo di cancellare le provincie al di sotto di 300.000 abitanti impone scelte nette e rapide. Per la verità una classe dirigente minimamente illuminata si sarebbe dovuta porre il problema da tempo e non vedrsi costretta ad agire per le scelte imposte da altri perché questo problema era presente a prescindere dalle decisione assunte dal Governo. Purtroppo tutti quelli che in questi anni hanno posto con coraggio questo e altri problemi a difesa di Terni e dell’Umbria sono stati tacciati di atteggiamenti campanilistici e opportunistici. Solo i ciechi potevano non vedere l’anomala presenza, in una regione così piccola, di due provincie dalle dimensioni così squilibrate con i problemi consequenziali nella gestione dei territori. Oggi non ci sono più alibi o tatticismi politici che possono rinviare alcune decisioni. Se non si da corso al riequilibrio fra Terni e Perugia non c’è possibilità che sopravviva l’Umbria. Sia chiaro che l’operazione non è solo di natura geografica ma di sostanza politica perché imboccare questa strada significa necessariamente cancellare tutti gli enti intermedi, ridefinire nuove linee per lo sviluppo e un’aggiornata politica della gestione dei servizi. L’idea imperante fino ad oggi, anche per l’inadeguatezza della classe politica ternana silenziosa e accondiscendente, di trasformare l’Umbria in città-regione con al centro Perugia va contrastata con forza. Il tentativo di concentrare nel capoluogo regionale funzioni e ruoli, spogliando il restante territorio, appare più come una lotta alla sopravvivenza senza prospettive per il futuro dell’Umbria. Sul trasporto pubblico la scelta è già stata compiuta ma anche su sanità, università e credito si avvertono gli stessi rischi e cioè quelli di concentrare tutto nel capoluogo regionale. Se le riforme non puntano a rafforzare la coesione dei nostri territori il fallimento è assicurato come lo è il dissolvimento dell’Umbria».

«Aboliamole tutte» Un iscritto al profilo dopo avere spiegato espressamente le ragioni per cui le province sarebbero da abolire tutte, aggiunge: «Io aveveo cercato di spiegare loro che l’apertura verso roma era impossibile. il riequilibrio pure visto che MAI e poi MAI la provincia di Perugia permetterà a Spoleto e Foligno di staccarsi da Perugia e forse, tranne alcuni, neanche lo vogliono. Per cui anima in pace, la provincia di Terni sparirà e con essa pure quella di Perugia in quanto organo inutile e duplicato della Regione».

Attimi di lucidità E qualcuno propone: «Mi piacerebbe Vienna.. E’ possibile iscriversi alla Provincia di Vienna?….»

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6 replies on “Abolire provincia, Terni marcia su Roma: «Meglio che Perugia». Guerra su Facebook, Paparelli: «Paraculate per Guasticchi furbetto»”

  1. In Umbria la Provincia di Perugia basta e avanza…

    Chi è “sotto” Perugia rimane e deve rimanere “sotto” Perugia. Se io abitassi a Spoleto, Todi e mi venisse detto di andare a finire “sotto” Terni mi prenderebbe un accidenti…

    Non è che se il Governo centrale decidesse di abolire province, perché non utili, ad esempio, alla causa del principio di solidarietà, si trovano stratagemmi per aggirare la normativa… Se c’è da stringere la cinghia, la devono stringere tutti…non sempre i soliti.

  2. Caro Polli, se chiude la Provincia di Terni che fine farà il capo del suo gabinetto? Come verrà utilizzato il compenso di € 182.000,00 annue che lo stesso percepisce? Non crede che tale chiusura possa costituire un vantaggio in termini economici per la comunità. Cari consiglieri provinciali, cari assessori, consigliate al vostro Presidente di non difendere ad oltranza i propri benefici perchè la comunità non ne trarrebbe alcun utile in fatto di servizi, consigliategli di trovarsi un buon lavoretto insieme al suo capo di gabinetto. Nessuno per molto tempo, stante l’importanza della Provincia si accorgerebbe dalla sua chiusura.

  3. Io sono di Rieti spero nell’ipotesi che si possa realizzare un unione di provincia con Terni e Rieti di passare definitivamente sotto l’Umbria visto che nel Lazio siamo il fanalino di coda in fondo si rafforzeranno le due provincie arte e turismo sarà il punto di forza. Grazie x aver dato la possibilità di lasciare un commento.

  4. @Nino
    Ma che siamo matti! Rieti e terni il puno di forza del turismo? Ha ha ha. Terni e Rieti non valgono una sola pietra di Perugia così come tutto il sud.

  5. Riguardo l’unione Terni-Rieti, non dimentichiamo che Terni, quando divenne capoluogo di provincia nel 1927, perse tutta la Sabina che fu annessa al Lazio (regione che, includendo Roma, Mussolini voleva più grande). Non credo che uno spoletino si taglierebbe le vene se la sua città passasse in provincia di Terni, tuttaltro. Unione con Viterbo e Rieti: chi fa il capoluogo? Non capisco perché in altre regioni limitrofe spuntano nuove province e capoluoghi (Rimini e Cesena in Romagna, Fermo nelle Marche, Prato in Toscana) mentre da noi, in passato per farne una terza ed oggi per ristrutturare geograficamente le classiche due, è impossibile arrivare a dei cambiamenti.

  6. l’assessore dice che conviene chiudere gli enti intermedi perchè costano di più e servono di meno? ma a me non risulta che abbia fatto queste battaglie fino a che non gli si è stretto il sedere-oggi appare solo come una furbata.chiudiamo quelli e la provincia di terni,poi andiamo da guasticchi e gli diciamo che una provincia grossa comeuna regione non ha senso e chiudiamo pure quella infine si va nelle nazioni serie e si vede che le loro regioni hanno MILIONI di abitanti

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