Luca Seidita insieme al vescovo Scanavino (foto tratta dal sito www.crocediserra.it)

di Ivano Porfiri

E’ stato un “dramma assoluto”, per Luca Seidita, il no da parte della Santa Sede alla possibilità di diventare sacerdote. Un diniego che lo ha indotto a togliersi la vita. Ha lasciato un biglietto di addio scritto al computer nella sua stanza dicendo di aver dedicato tutta la vita al sacerdozio ma ”mi e’ stato negato”, prima di lanciarsi ieri sera dalla Rupe di Orvieto. I carabinieri hanno trovato la lettera poco dopo la scoperta del corpo del del 29enne. La conferma viene dal procuratore di Orviero, Francesco Novarese.

Il biglietto di addio Nella lettera Seidita avrebbe fatto riferimento alla sua ”debolezza”, connessa alla delusione per il fatto che la Santa Sede ha sospeso e rimandato la sua ordinazione a sacerdote, come specificato da un comunicato di ieri della diocesi di Orvieto-Todi. Nel biglietto, inoltre, il giovane ha chiesto di essere sepolto a Matino (vicino Lecce), di dove era originario, aggiungendo di chiedere ”perdono” ai suoi genitori e invitando tutti a pregare per lui”. Il 29enne ha ringraziato, infine, il vescovo do Orvieto-Todi chiamandolo ”Padre Giovanni”.

Divergenze Vaticano-Curia Secondo la Santa Sede il diacono Luca Seidita “non era maturo” per diventare sacerdote. Lo ha detto stamani il vescovo di Orvieto, monsignor Giovanni Scanavino, parlando di “divergenze di valutazione” con i dicasteri romani. “Per me era pronto a diventare prete”, ha sottolineato Scanavino. “Ci sono state divergenze di valutazione – ha spiegato ancora Scanavino -, come è logico sia in una comunità plurima. Io ho sempre cercato di dargli la possibilità di dimostrare la propria convinzione di poter diventare sacerdote. Ci sono state valutazioni sul grado di maturita” del diacono”. Il vescovo di Orvieto ha quindi ricordato che Seidita era originario della Puglia. Dopo un primo periodo nel seminario di Molfetta, dal quale – ha spiegato il presule – venne mandato via, passò in quello di Fermo per poi concludere i suoi studi teologici all’Università Lateranense. Il vescovo ha quindi spiegato che tra i motivi per i quali Seidita venne allontanato dalle strutture di formazione religiosa c’erano il suo scarso amore per lo studio – “poi superati proprio per la sua grande voglia di diventare sacerdote”, ha spiegato il vescovo – e problemi di carattere. Seidita era giunto ad Orvieto nel 2005 quando stava per completare gli studi all’Università Lateranense. Aveva quindi passato due anni nella parrocchia di San Venanzo e tre in quella di Ficulle. Nell’ultimo anno aveva ricoperto il ruolo di segretario del vescovo di Orvieto. Anche nel passaggio a diacono Seidita aveva subito uno stop dalla Santa Sede ma il problema era stato superato.

Problemi di amicizie Il vescovo ha anche rivelato che sarebbero stati problemi legati alle sue amicizie alla base dell’esclusione di Seidita da alcuni seminari. Il presule ha poi escluso di essere mai stato a conoscenza che il diacono fosse omosessuale. Né un tale aspetto – ha aggiunto il vescovo – emerge dai documenti in possesso dei seminari che Seidita ha frequentato. “Nel periodo trascorso a San Venanzo – ha spiegato il presule – il diacono aveva recuperato voglia nello studio e di fare”. Il vescovo ha quindi nuovamente escluso di avere notato qualcosa di insolito nel comportamento del giovane nel periodo trascorso con lui. Per Luca la notizia che la sua ordinazione sacerdotale prevista per il 7 dicembre era stata rinviata per intervento della Santa Sede è stata “un dramma assoluto”, secondo Scanavino, che ha cercato di rassicurare il giovane. Al diacono la notizia è stata notificata lunedì pomeriggio con un fax della Nunziatura. Ieri quindi insieme al vescovo – secondo quanto riferito da quest’ultimo – si è quindi recato alla congregazione dei vescovi ricevendo però una nuova risposta negativa. “Cosa ho fatto? Ditemi che cosa ho fatto…”, sarebbero state le parole con le quali Seidita ha accolto la prima notizia della sospensione della sua nomina a sacerdote. Scanavino ha parlato del diacono come di un “ragazzo gioviale, aperto ed estremamente sensibile”. “Voleva fare il prete a tutti i costi – ha sottolineato il vescovo – perché è l’ideale che aveva sempre perseguito” (Leggi qui un suo articolo sulla vocazione). Seidita, che ha altri tre fratelli, due settimane fa aveva perso il padre, morto al termine di una lunga malattia. Stamani a Orvieto si è recata quindi la madre insieme ad alcuni familiari. Il feretro dovrebbe lasciare Orvieto per la Puglia domani dopo una breve cerimonia religiosa.

Parla la Procura Pressoché nessun dubbio che si tratti di suicidio. Da quanto riferisce il procuratore di Orvieto, Francesco Novarese, ”gli elementi raccolti nelle prime ore successive al ritrovamento del corpo del 29enne fanno escludere che vi siano elementi tali da ipotizzare strade diverse”. Dalle indagini, tuttora in corso da parte dei carabinieri di Orvieto, è emerso che il giovane nella serata di ieri si è portato in un punto della Rupe noto per i suicidi, quindi abbia lasciato l’ombrello chiuso e si sia lasciato cadere in un dirupo di circa 30 metri. A ritrovare il corpo, poco dopo le 22, un uomo che passeggiava con il cane. Immediatamente sul posto si sono portati i carabinieri della compagnia di Orvieto, comandati dal tenente Giambattista Fumarola, il medico legale e il sostituto procuratore di turno. ”In questi casi – spiega il procuratore Novarese – si cerca se vi siano elementi che possano far palesare l’ipotesi di un’eventuale istigazione al suicidio, ma allo stato questi elementi non sono emersi”. Da quanto si apprende, probabilmente non verrà disposta l’autopsia.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

2 replies on “Si suicida dopo no del Vaticano al sacerdozio. Ma il vescovo: «Per me era maturo»”

Comments are closed.