di Ivano Porfiri
Non ha fugato le preoccupazioni la prima riunione del Tavolo sulla Thyssen che si è riunito mercoledì a Palazzo Chigi, convocato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Una riunione da cui è spuntata una lettera inviata dal gruppo tedesco allo stesso Letta.
La vicenda I sindacati si dicono ancora preoccupati dopo l’incontro a Palazzo Chigi sulla vicenda della ThyssenKrupp di Terni in seguito alla decisione del board tedesco di scorporare la divisione Inox del gruppo quotando in Borsa la newco che si verrà a creare che, per i sindacati, potrebbe mettere in pericolo circa tremila posti di lavoro. Presenti all’incontro, oltre a Letta, il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, il presidente e l’amministratore delegato della Thyssen in Italia, Klaus Schmitz e Harald Espenhahn e per le istituzioni umbre la presidente della Regione, Catiuscia Marini, l’assessore regionale all’industria Gianluca Rossi, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e il presidente della Provincia Feliciano Polli.
Tavolo permanente La riunione ha formalizzato la costituzione di un «tavolo permanente» fra governo, azienda, sindacati e istituzioni locali sulla situazione della ThyssenKrupp di Terni. Letta, apertura di riunione ha sugellato il tavolo come «luogo dove condividere un percorso». Il governo – secondo quanto si è appreso – si è mostrato disponibile anche a una revisione del “Patto di territorio per Terni” del 2005 al fine di salvaguardare il sito industriale ternano.
La lettera Schmitz ha quindi letto al tavolo la lettera inviata alcuni giorni fa dal responsabile risorse umane del gruppo Thyssen, Ralph Labont, allo stesso Gianni Letta in cui l’azienda si dice pienamente disponibile ad estendere ai lavoratori italiani gli stessi accordi raggiunti con i lavoratori tedeschi sulle garanzie occupazionali, l’omogeneità del gruppo e si è impegnata a tenerli costantemente informati sull’andamento del percorso di scorporo. La Thyssen – c’è sempre nella lettera – è favorevole a seguire il principio di «non discriminazione dei siti», considerando quello ternano alla stessa stregua di quelli tedeschi, e a una valutazione dei siti stessi non solo da un punto di vista economico.
Bocciatura dei sindacati «L’incontro di oggi non ha fugato in nulla le nostre preoccupazioni», ha dichiarato dopo la riunione la segretaria nazionale Fiom Cgil, Laura Spezia, la quale ha auspicato che venga tenuta fede all’impegno preso oggi per un nuovo tavolo nel mese di settembre per il futuro della ThyssenKrupp di Terni. Spezia ha lamentato l’assenza del board tedesco che ha inviato «solamente una lettera, nella quale sono assenti elementi di rassicurazione: tutto è aleatorio, è come se avessero detto “‘state calmi, non disturbate il manovratore”». Dello stesso avviso anche le altre sigle sindacali. Per il segretario nazionale Fim Cisl, Marco Bentivogli, la lettera della Thyssen è «solamente un segno generico, ma non rappresenta garanzie e obiettivi». «Serve un vero negoziato – ha affermato Bentivogli – non accetteremo nessun confronto successivo alle decisioni, servono incontri preventivi alle scelte». «Il segno positivo di oggi è l’apertura del tavolo, quello negativo è la mancanza di risposte», sottolinea il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini, per il quale il «sito di Terni rimane a rischio finché non si apre una discussione vera». Il segretario generale Ugl, Giovanni Centrella, avrebbe «voluto vedere il bicchiere mezzo pieno, così come oggi ha invitato a fare sottosegretario Letta ma leggendo con attenzione la lettera e ascoltando le parole di Schmitz, siamo ancora più preoccupati di prima. Pur sapendo che deve iniziare una trattativa nel merito, ci rendiamo conto già da adesso che le garanzie non esistono». «Noi volevamo notizie sugli esuberi, non abbiamo avuto risposte», ha concluso Centrella confidando nel tavolo di settembre.
Istituzioni umbre: salvaguardare Terni La richiesta che «il tavolo odierno rimanga ‘aperto’, nella sede di Palazzo Chigi, per monitorare costantemente lo sviluppo del piano aziendale» è stata invece contenuta nell’intervento, in rappresentanza delle istituzioni umbre, dalla presidente Marini. Al termine della riunione i rappresentanti umbri hanno concordemente affermato di «ritenere strategica e decisiva per lo sviluppo dell’Umbria la presenza della multinazionale tedesca a Terni. Da sempre le istituzioni umbre – hanno proseguito – seguono le vicende delle acciaierie al fine di evitare ridimensionamenti produttivi, occupazionali e con la volontà di contribuire anche al mantenimento della sua capacità competitiva. L’ottimo posizionamento dell’azienda ternana nel mercato dell’acciaio è merito dell’impresa – hanno detto i rappresentanti umbri – ma anche del contributo delle maestranze e del ‘contesto’, cioè delle istituzioni e del sindacato. La Regione e gli enti locali umbri –prosegue la dichiarazione congiunta – hanno formalmente chiesto, con l’intervento della Presidente Marini, la convocazione del Tavolo istituzionale per rilanciare contenuti e obiettivi del Patto di Territorio costituito a conclusione della vertenza sul lamierino magnetico, patto che va aggiornato anche nei previsti interventi di carattere infrastrutturale. La ripresa di questa sede di discussione sarebbe utile – a giudizio degli amministratori umbri – anche al progetto di scorporo aziendale dell’acciaio e di costituzione di una società che operi esclusivamente su questo ‘businness’».

