Naomie Harris a Montone

La Bond girl è ancora in attesa di incontrare l’agente 007. Naomie Harris ha parlato di questo e molto altro nell’apertura dell’Umbria film festival: «Ho incontrato Sam Mendes, il team Bond ma ancora non mi hanno fatto sapere niente».

«Ho avuto un incontro con Sam Mendes e con il team Bond ma ancora non mi hanno fatto sapere nulla.  Confesso che mi piacerebbe molto interpretare la prossima Bond girl, insomma fate una petizione per me». Davanti alla platea dell’Umbria Film Festival, ride Naomie Harris all’ennesima domanda se è vero, come anticipato dalla stampa straniera, che la vedremo presto accanto a Daniel Craig nel nuovo 007 firmato dal regista di American Beauty Sam Mendes.

Naomie Harris

In total black, con pantaloni di ecopelle e camicetta, infradito e uno smalto rosa fluo a fare da contrasto, la Harris, insieme al regista Justin Chadwick, è stata protagonista della prima serata della kermesse cinematografica (Montone 5-10 luglio), apertasi con l’inglese The First Grader. Basato sulla storia vera di Kimani Maruge, il film racconta la sfida di questo vecchio veterano Mau Mau (Oliver Litondo) che dopo una vita con le armi in pugno, per liberare il suo Kenya dai colonialisti inglesi, vuole imparare a leggere e a scrivere. «Istruzione gratuita per tutti», è la promessa del governo di Nairobi. E Maruge a 84 anni vuole finalmente andare a scuola, stare dietro un banco tra ragazzini di 6 anni, e imparare a leggere. In questa sua battaglia contro tutto e tutti, si troverà accanto solo la direttrice della scuola.

Chadwick «Una storia letta una mattina sul Los Angeles Times – racconta il regista Chadwick (L’altra donna del re) –. Volevo farla a tutti i costi. Sono andato a incontrare il vero Maruge, che in quel momento si trovava in ospedale ed è poi morto poco prima dell’inizio delle riprese, ed è iniziata questa avventura. Il set in Kenya è stato molto difficile: mancava tutto, al punto che ci è anche venuto in mente di spostarci in Sudafrica ma sarebbe stato un errore. L’esperienza più forte è stata quella con i bambini, una vera classe. Alcuni non avevano mai visto una tv o non si erano mai visti in foto ma soprattutto non sapevano nulla del passato del loro paese».

L'attrice al festival di Montone

Un film a basso budget, niente a che vedere con i set de I Pirati dei Caraibi. «Con Hollywood sono stata molto fortunata – afferma la Harris – ma la creatività degli indipendenti è affascinante. Certo in Kenya non è stata una passeggiata. Dormivamo per terra con i bambini e la doccia si faceva riscaldando l’acqua in qualche modo. Ai bambini non sono stata presentata come un’attrice ma come la ‘maestra Jane’. Pensate che alla fine volevano che prima di andare via dessi i voti ai loro compiti. Due settimane in cui ho imparato l’accento kikuyu (il più numeroso gruppo etnico del paese, da cui provenirono la maggior parte dei Mau Mau ndr) e che fare la maestra è una lavoro molto tosto. Per me First Grader è un film importante, che può contare sul passaparola e va accompagnato per mano».

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