L'allenatore del Perugia Battistini (Foto F.Troccoli)

di Da. Bo.

Non senza sofferenza, la caccia del Perugia allo storico grande slam può proseguire. Una buona Arzanese cade solo ai calci di rigore, una disciplina che i Grifoni in questa stagione hanno affinato alla perfezione: 35esimo rigore di fila realizzato e ora in finale c’è il Cuneo per un sogno tricolore. Di fronte, tra i piemontesi, ci sarà quel Fantini che punì i biancorossi nel doppio spareggio del 2004 contro la Fiorentina. All’epoca Fantini vestiva la maglia viola, oggi con quella del Cuneo ha messo ha segno 31 gol in 29 partite.

Un po’ superficiali davanti Contro l’Arzanese il Perugia ha di fatto regalato l’intero primo tempo ai campani: «Davanti – commenta nel postpartita Battistini – siamo stati superficiali. Abbiamo avuto sei o sette palle gol che non abbiamo saputo sfruttare, potevamo concludere meglio. E comunque per noi c’era un rigore netto su Fiordiani». La disattenzione sul gol di Gelotto ha rischiato di compromettere l’accesso alla finalissima: «Loro – spiega il tecnico – sui calci da fermo sono molto pericolosi, sono bravi a creare quel tipo di mischie sottoporta e noi siamo stati ingenui a concedere quel fallo e a non risolvere quella situazione. Questa – conclude – è  comunque una squadra ben organizzata, e non dimentichiamo che stasera non aveva in campo la sua seconda punta da venti gol».

Damaschi: match nato storto Nel secondo tempo poi arriva il pareggio con Frediani, l’uomo che è entrato in tutte le azioni più pericolose del Perugia, concedendosi pure un gol di testa, non certo la specialità della casa. «Il primo tempo – dice Damaschi – non mi è piaciuto per niente come non mi è piaciuto il resto della partita. Un match nato storto e nel quale noi siamo stati comunque bravi a non cadere nel tranello delle provocazioni e delle perdite di tempo. Si conferma poi la nostra buona tradizione ai calci di rigore, ma sabato in finale non vorrei ripetere l’esperienza. Speriamo di vincere uno a zero come al solito».

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