Lorenzo e Ilaria sul campo di zafferano (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Altri terreni in zona rossa. Il campo dello zafferano della speranza calpestato dai bovini. E la quotidianità che «diventa ogni giorno più dura». Fanno i conti con questi e altri mille problemi, Ilaria e Lorenzo, gli agricoltori trentenni di San Pellegrino (Norcia) che dopo il terremoto del 24 agosto hanno estratto dalle macerie del loro magazzino crollato circa 120 mila bulbi di zafferano, piantati e raccolti durante la terribile crisi sismica anche grazie alla solidarietà.

Piantato l’aglio nero Dopo aver confezionato anche l’ultimo grammo della preziosa spezia fiorita a fine ottobre, quando la terra è tornata a spezzare l’Appenino, la coppia di giovani dell’azienda agricola Bosco Torto aveva lanciato la sfida dell’aglio nero. Proprio la rara coltura, almeno in Italia e in Europa, sta impegnando Ilaria e Lorenzo che per giorni hanno condiviso il camper in cui dormono con dodici scatoloni contenenti migliaia di bulbi di aglio rosso (che dopo il raccolto e una lunga trasformazione diventerà il caratteristico aglio nero). Sì, perché i terreni su cui contavano di avviare la nuova coltivazione sono stati inseriti in zona rossa, nonostante dalle verifiche compiute all’inizio di gennaio con gli uffici del Comune di Norcia l’appezzamento fosse risultato esterno al perimetro. Tanto che Ilaria e Lorenzo avevano cominciato a preparare la terra per l’aglio nero, salvo poi essere raggiunti dagli Alpini tuttora di stanza a Norcia che, atti del municipio alla mano, li hanno invitati a liberare l’appezzamento inserito in zona rossa.

Bovini calpestano lo zafferano Dallo stop in corsa alla convivenza forzata in camper coi bulbi di aglio il passo è stato breve. A rubare il sonno alla coppia di agricoltori trentenni hanno pensato anche un centinaio di bovini allevati allo stato brado e protagonisti delle transumanze forzate rese necessarie dai terremoti e dall’inverno. La mandria poco abituata a stalle e recinti è stata sistemata nel campo sportivo di San Pellegrino, a due passi dallo zafferano della speranza. Sopra alla preziosa coltivazione si sono più volte fiondati gli animali, sfondando le recinzioni e calpestando lo zafferano. I danni provocati dalle frequenti incursioni sono ingenti e al di là della denuncia, formalmente presentata ai carabinieri di Norcia, i due giovani stanno verificando eventuali possibilità di risarcimento.

La testimonianza «Del prossimo raccolto di zafferano salveremo il salvabile – dicono – ma saremo costretti a integrarlo con un nuovo acquisto di bulbi, che naturalmente avremmo volentieri evitato. Stiamo anche provando con le pratiche burocratiche del caso a svincolare i terreni inseriti nella nuova zona rossa e su cui avevamo iniziato a lavorare. È molto dura e ogni giorno diventa più dura – raccontano Ilaria e Lorenzo, con loro il labrador Hope che significa speranza – noi come agricoltori non siamo riusciti ad avere moduli provvisori da adibire a laboratori, quindi andiamo avanti grazie alla solidarietà. Per la nostra esperienza possiamo dire che il sostegno arriva solo e soltanto dai privati, persone che si propongono per fornire varie forme d’aiuto quindi ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti anche se sembra di ricominciare ogni giorno. A darci forza è la fiducia delle persone che ci sono vicine e che non vogliamo deludere».

@chilodice

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.