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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 06:42

Terremoto, salvato lo zafferano della speranza. I due ragazzi lanciano la sfida dell’aglio nero

Dopo la scossa del 30 ottobre Ilaria e Lorenzo non si sono arresi. Recuperati tre etti di ‘oro giallo’: «In vendita per Natale»

Ilaria e Lorenzo nel loro campo (Foto Preziotti)

di Chiara Fabrizi

Il più bel regalo di Natale, i trecento, preziosi, grammi dello zafferano di Ilaria e Lorenzo, i pistilli della speranza. Sarà confezionata in piccoli barattolini la preziosa spezia piantata, fiorita, raccolta ed essiccata negli ultimi due mesi mezzo a San Pellegrino (Norcia), gli stessi che hanno raso al suolo il piccolo borgo già violentemente colpito il 24 agosto e poi distrutto dai terremoti del 26 e 30 ottobre. Consistente la produzione persa dalla coppia di giovani agricoltori che nemmeno un anno fa, dopo aver lavorato in Australia, si è trasferita da Roma nel cuore della Valnerina dove ha fondato l’azienda Bosco Torto.

Tre etti di oro giallo Ma nonostante mille peripezie circa tre etti di oro giallo sono stati messi in salvo e praticamente già tutti venduti, tanto che in queste ore i due trentenni sono impegnati a curare il primo packaging che, è ovvio, sarà arricchito da un breve testo per ripercorrere l’incredibile storia dello zafferano di San Pellegrino. Dal recupero dei 120 mila bulbi sepolti sotto le macerie fino alla mondatura avvenuta durante le terribili scosse quando, nonostante la tragicità degli eventi, anche gli abitanti del paese si sono rimboccati le maniche per aiutare Ilaria e Lorenzo. Al fianco della giovane coppia anche zia Cecilia, l’anziana simbolo di San Pellegrino, la più veloce a estrarre pistilli utilizzando la stessa tecnica con cui sgrana il rosario per pregare la Madonna, ma anche la Caritas che ha fornito un camper rivelatosi strategico e la donazione economica del Progetto Adriano di Roma che ha assicurato un minimo di liquidità all’azienda Bosco Torto.

L’incubo che torna Il 26 ottobre nell’agriturismo in cui i due agricoltori sono stati alloggiati dopo lo smantellamento delle tendapoli del paese erano stati portati migliaia di fiori di zafferano, tant’è che l’estrazione degli stimmi era ancora in corso alle 19.10 quando la terra è tornata a tremare con violenza: «In un istante è tornato l’incubo – raccontano Ilaria e Lorenzo a Umbria24 – tra pianti e fuga per evacuare la struttura, all’interno della quale abbiamo dovuto lasciare l’ingente quantitativo di zafferano, naturalmente andato perduto». La furia si è ripetuta poco più di due ore dopo e tutti a Norcia hanno trascorso la notte in auto: «La mattina seguente – spiegano – siamo tornati al campo per raccogliere e con l’auto piena di pistilli ci siamo presentati al Centro operativo comunale per chiedere al sindaco di firmare l’autorizzazione alla collocazione del prefabbricato che la Caritas ci aveva assicurato, ma così non è stato e alla fine disperati abbiamo richiamato la Caritas che, compresa la situazione e con grande operatività, l’indomani ci ha inviato un camper».

«Visto Norcia che andava giù» Il mezzo è stato collocato nello stesso campo in cui dopo il 24 agosto e di nuovo dopo il 30 ottobre è stata allestita la tendopoli di San Pellegrino: «Alla faccia del terremoto e grazie alla solidarietà – vanno avanti Ilaria e Lorenzo – eravamo tornati a lavorare per salvare lo zafferano della speranza e domenica 30 ottobre eravamo andati a comprare i cornetti per offrire la colazione a chi ci stava aiutando, ma non appena parcheggiata l’auto di fronte al bar della zona industriale è accaduto l’impensabile». La furia delle 7.40: «Abbiamo visto Norcia andare giù mentre la polvere dei crolli si alzava ovunque, il ricordo di quegli istanti vacilla tuttora ma nel giro di pochi minuti siamo riusciti ad avere conferma che tutti i nostri affetti stavano bene». A differenza di San Pellegrino che è stata rasa al suolo e oggi è sorvegliata h24 dagli alpini dell’Esercito.

Zafferano per Natale Nonostante il dramma e la paura, la coppia di giovani agricoltori ha raccolto tutti i fiori e prodotto circa tre etti di zafferano da confezionare ma già venduto: «Dopo il 24 agosto ci hanno scritto e chiamato da tutta Italia, abbiamo aziende – raccontano – che useranno la nostra produzione per i regali di Natale al personale e piccoli commercianti che porteranno lo zafferano di San Pellegrino nei mercati di mezza Italia. Archiviata la stagione dello zafferano ci concentreremo sull’aglio nero, che nessuno produce in Italia ma che riteniamo possa avere un grande mercato». Ma i problemi non mancano: «I nostri terreni sono tutti in zona rossa, abbiamo un appezzamento in posizione marginale che speriamo in breve diventi accessibile, in più non disponiamo ancora di un prefabbricato che ci auguriamo ci venga fornito a livello istituzionale, ma se così non fosse tenteremo di reperirlo attraverso la rete di solidarietà». Ilaria e Lorenzo non si arrendono.

Una replica a “Terremoto, salvato lo zafferano della speranza. I due ragazzi lanciano la sfida dell’aglio nero”

  1. roberto foresi ha detto:

    Bravissimi, continuate così anche a costo di sacrifici immensi, ma non lasciate quei posti meravigliosi,

    Un terremotato di vecchia data in San Vito di Preci.

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