di Chiara Fabrizi

Task force di restauratori tra le macerie di San Benedetto. Sono iniziate lunedì mattina le prime verifiche propedeutiche all’avvio delle delicate operazioni di recupero dei resti della basilica di Norcia che saranno catalogati da un gruppo di esperti dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro del ministero dei Beni e delle attività culturali (Mibac), affiancati dai volontari dell’associazione Restauratori senza frontiere.

Task force di restauratori per San Benedetto A spiegare a Umbria24 il piano di lavori è direttamente la soprintendente Marica Mercalli: «L’intervento di recupero delle macerie inizierà dall’area alle spalle della facciata recentemente messa in sicurezza e quindi considerata la più sicura. Da lì i resti verranno dapprima adagiati in piazza San Benedetto dove verranno separati in base alle indicazioni ministeriali in tipo A, B e C con questi ultime destinate allo smaltimento e le altre alla conservazione. La definizione di tutti i dettagli è ancora in fieri – va avanti la soprintendente – ma i resti verranno trasferiti in luogo sicuro, catalogati e conservati». Nei giorni scorsi i vigili del fuoco hanno proceduto alla demolizione controllata di parte dello stabile di viale della Stazione di proprietà della Soprintendenza, che lì custodiva circa 2.700 cassette contenenti reperti archeologici tutti trasferiti nel deposito di Spoleto. Verosimilmente l’intervento dei pompieri, che hanno rimosso le parti pericolanti dello stabile gravemente danneggiato, è servito a mettere in sicurezza l’area dove dovrebbero essere conservati i resti della basilica.

Altri beni culturali Quando tempo occorrerà per recuperare, separare e trasferire le macerie di San Benedetto non è al momento noto, molto si capirà dopo le prime giornate di intervento. Al lavoro della task force di restauratori si affiancherà anche quello di vigili del fuoco e tecnici che dovranno procedere non appena l’area sarà sgomberata alla messa in sicurezza di ciò che resta del campanile di San Benedetto, distrutto dal terremoto. Entro la prossima settimana, poi, dovrebbero essere assegnati gli incarichi per salvare altre quattro chiese di Norcia: Sant’Antonio e Sant’Agostino, entrambi nel centro storico; la chiesa cimiteriale di Santa Scolastica, sempre nel capoluogo ma fuori dalle mura; e la chiesa di Sant’Andrea nella frazione di Campi alto. Sono tuttora in corso gli interventi sul campanile della cattedrale di Santa Maria Argentea e di San Francesco, mentre sono archiviati quelli della torre civica del Comune e Porta Romana.

Campi casette A rimettersi al lavoro lunedì dopo tre giorni di stop causa gelo sono stati anche gli operai delle ditte che stanno operando nei due cantieri della Regione per la realizzazione delle prime 37 casette tra viale XX Settembre a Norcia e la frazione di San Pellegrino. In base a quanto riferito dalla protezione civile, i lavori per il terzo campo con ulteriori 60 soluzioni abitative d’emergenza (sae) che sorgerà nella zona industriale scatteranno entro la fine di gennaio, mentre sempre nella zona industriale si è in attesa del progetto esecutivo per il quarto campo casette con 90 sae, le prime ordinate dopo il 30 ottobre ma si stima ne serviranno un ulteriore centinaio solo per Norcia capoluogo. Un passo più indietro le frazioni, a eccezione di San Pellegrino, dove sono state individuate le aree ma si attende l’affinamento dei dati relativi al fabbisogno effettivo di sae per procedere con progettazioni e gare. Quasi in dirittura d’arrivo, invece, la pratica a Preci dove a stretto giro verranno avviati gli interventi per realizzare un unico campo con 40 casette.

 

M5s: «Sfollati abbandonati» Intanto, però, l’ondata di gelo e più in generale l’inverno fanno patire ulteriori disagi ai terremotati. Tre container collettivi sono stati consegnati a Norcia, almeno altri tre lo saranno progressivamente nei prossimi giorni (altri due a Norcia e un altro nella frazione di Popoli), ma ancora una trentina di persone risultano assistite in tende e alcune centinaia patiscono il freddo con l’autonoma sistemazione in camper e roulotte. Sulle condizioni degli sfollati attacca duro il capogruppo del M5s in consiglio regionale, Andrea Liberati: «Le popolazioni terremotate sono state abbandonate e le promesse si susseguono alle promesse, ma il limite della menzogna sembra ampiamente superato, con ferite reiterate alla dignità e all’orgoglio di persone umili, abituate da sempre al sacrificio. Siamo dinanzi – afferma in una nota – a discriminazioni di Stato e di lunga data contro migliaia di famiglie che hanno solo avuto la sventura di essere colpite dal sisma. Anche ieri, in una nostra nuova visita sul campo, abbiamo riscontrato l’assoluta mancanza di coordinamento tra le autorità competenti, con l’assenza evidente della minima regia politica. Lo scenario è avvilente. Nessuno sembra saper prendere in mano la situazione, ormai fuori controllo mentre la notte si superano i dieci gradi sotto zero».

Classi gelate a Cascia A lamentare il freddo in alcune aule delle scuole superiori di Cascia è la Rete degli studenti medi, che segnala criticità anche a Spoleto e a Umbertide: «Non possiamo fare a meno di denunciare con forza la situazione disastrosa dell’emergenza freddo nelle scuole Umbre, soprattutto della provincia di Perugia e nelle zone colpite dal terremoto. In particolar modo riportiamo segnalazioni da Umbertide e da Spoleto, dove i rappresentanti d’istituto hanno raccolto un gran numero di rimostranze sulla bassa temperatura delle aule da parte degli studenti, e da Cascia dove la situazione non è migliore e se ne attendono gli sviluppi perché è improponibile – scrivono – che in questa stagione l’accensione dei termosifoni avvenga contemporaneamente all’ingresso degli studenti, soprattutto nelle zone colpite dal terremoto».

@chilodice

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