di Ivano Porfiri, Francesca Marruco e Maurizio Troccoli
E’ morto per «arresto cardio circolatorio causato da una prolungata esposizione ai raggi solari all’interno dell’autovettura del genitore» il piccolo Jacopo, 11 mesi deceduto venerdì mattina a Passignano. Una morte atroce per lui, lasciato da solo dentro l’Opel Corsa nera del papà Sergio Riganelli, 41 anni, dipendente del Club velico di Passignano. Il padre è stato indagato dalla procura per omicidio colposo. Sulla vicenda indagano i carabinieri.
I genitori E’ il custode, una sorta di factotum del Club velico di Passignano, Sergio Riganelli, 41 anni, il padre del piccolo Jacopo. Secondo quanto si è appreso, il 41enne, originario di Passignano, è nato e cresciuto a La Chaux-de-Fonds in Svizzera, per poi decidere di trasferirsi nel piccolo comune sul lago Trasimeno una decina di anni fa. In riva al lago si è sposato nel settembre 2009 con Eva da cui ha avuto Jacopo, unico loro figlio. La coppia pare stesse ristrutturando la casa di famiglia di lui. Eva, 32 anni di origini albanesi ma molto ben integrata, è invece laureata in psicologia infantile.
Cosa è successo Cosa sia successo lo spiegano i carabinieri del comando provinciale. Sergio, Eva e Jacopo sono partiti insieme da casa, quindi l’uomo ha lasciato la moglie al lavoro, dirigendosi al Club nautico insieme a Jacopo intorno alle 9-9.30. Probabilmente doveva portare il piccolo al nido ma non l’ha fatto. Anzi ha, spiegano i militari, «parcheggiato la propria auto nel piazzale antistante il club velico, ove esso lavora, lasciando il minore all’interno del veicolo». «Alle ore 12.30 circa – proseguono i carabinieri – lo stesso genitore, recatosi all’auto per fare rientro a casa, rinveniva il bimbo e tentava inutilmente di soccorrerlo allertando immediatamente il 118».
Il padre indagato Il comunicato precisa che «sono in corso attività volte a tratteggiare ulteriormente le fasi che hanno portato al decesso del minore». Intanto il sostituto procuratore di Perugia, Mario Formisano, ha iscritto Sergio Riganelli sul registro degli indagati per omicidio colposo. Si tratterebbe di una sorta di atto dovuto da parte della procura della Repubblica di Perugia in vista dell’esame autoptico sul corpo del bimbo. Sergio Riganelli non e’ stato ancora sentito dagli investigatori perche’ ancora sotto schock per quanto avvenuto.
Il club «Sono sconvolto, mi sento impotente davanti a questo dramma», ha detto commosso il presidente del Club velico Aurelio Forcignanò, aggiungendo che il padre del bambino è una sorta di factotum del Club dove faceva il marinaio e curava la sede. «I soci lo adorano – ha proseguito Forcignanò – per la sua serietà e la sua disponibilità». Intanto da questa mattina nel cancello di entrata del Club è stato affisso un cartello con la scritta “Chiuso per lutto”. Sergio ed Eva vengono descritti come una coppia molto unita e «il loro unico figlio – ha detto Forcignanò – era il loro faro».
Il colonnello Corbinelli: una disgrazia «Non abbiamo motivi di ritenere che non si tratti di una disgrazia», ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri di Perugia Carlo Corbinelli, prima di lasciare il luogo della tragedia. Il comandante non ha voluto fornire dettagli sulla vicenda, anche se ha detto che «i genitori del piccolo sono distrutti». «Dobbiamo ancora ricostruire esattamente cosa sia accaduto – ha aggiunto Corbinelli – sentiremo il padre del piccolo e coloro che hanno prestato i primi soccorsi». Intanto, l’auto sulla quale il bambino si trovava, è stata rimossa dal luogo della tragedia.


