Uno dei due fermi in autostrada (Foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Sono due le persone fermate per il doppio tentato omicidio di lunedì sera a Maceratola, frazione di Foligno. Si tratta di due calabresi residenti da anni a Foligno, Michele C. e Salvatore G. All’origine del doppio agguato ci sarebbe stato un dissidio tra loro e un gruppo di rom che gravita nella zona. Dissidi e attriti forse legati a questioni personali. Che hanno scatenato un litigio finito a colpi di pistola.

Inseguimento e arresto Uno dei due fermati è stato bloccato dai carabinieri della compagnia di Pontecorvo, Frosinone, dopo un lungo inseguimento in autostrada nella zona di Capua, nelle ore immediatamente successive alla sparatoria. Sembra che l’uomo, Salvatore G., un 50enne originario di Rosarno, si sia messo in viaggio con tutta la famiglia, con cui vive a Foligno.

Un altro fermato L’altra persona, è stata invece fermata da carabinieri e polizia nel suo appartamento di Foligno, perquisito alle prime luci dell’alba. Si tratta di  Michele C., un uomo nativo di Gioia Tauro ma residente a Foligno e sposato con una nipote dell’altro fermato. Entrambi avrebbero piccoli precedenti penali per reati contro il patrimonio. Entrambi i loro fermi sono stati disposti  nel pomeriggio dal pubblico ministero Mario Formisano che coordina le indagini di polizia e carabinieri.

La difesa Il più giovane dei due fermati, difeso dall’avvocato Silvia Stancati, ha sostenuto di non conoscere i due rom feriti nella sparatoria e di essere stato tutta la sera in casa sua, dove poi si è coricato, prima di essere svegliato da polizia e carabinieri che sono andati a prenderlo.  Nel suo lunghissimo interrogatorio, reso come persona informata sui fatti ha sostenuto la sua estraneità alla vicenda. Nel momento in cui è diventato indagato prima e fermato poi, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm Mario Formisano.

Il terzo indagato Nel registro degli indagati ci sarebbe anche una terza persona, un folignate, ascoltato a lungo dagli inquirenti in commissariato e difeso dall’avvocato Patrizia Pugliese. Oltre a lui, i carabinieri del reparto operativo di Perugia insieme a quelli di Foligno, la squadra mobile della questura di Perugia e i poliziotti del commissariato di Foligno, hanno interrogato moltissime persone che gravitano intorno alle famiglie dei due gruppi.

Dissidi  e scontri All’origine della sparatoria ci sarebbe un dissidio, forse un regolamento di conti, non è chiaro di che natura. Pare ci fossero forti attriti. Dovuti forse a questioni personali legate ad una giovane donna. Ma anche altre motivazioni potrebbero aver contribuito al mix che ha innescato la discussione. Nella serata di lunedì ci sarebbe stato dapprima un litigio in cui i quattro sono arrivati alle mani e poi, nell’inseguimento, in macchina sono uscite fuori le pistole.

I feriti I due giovani uomini rom feriti, sono stati ricoverati a Foligno e Terni, uno in condizioni gravi, l’altro in condizioni critiche. I due erano a bordo di  una Citroen C 3 grigia quando sono stati colpiti da una scarica di proiettili. Il primo è stato trovato riverso lungo la strada che da Maceratola va a Foligno. L’altro invece era nell’auto non molto distante dal primo. Da lunedì notte polizia e carabinieri indagano a ritmo serrato, sono state ascoltate molte altre persone per ricostruire un quadro chiaro del contesto in cui è maturato il duplice tentato omicidio. A chiamare polizia, carabinieri e 118 sono stati gli abitanti del posto allarmati dagli spari.

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