Mattarella accanto a don Alberto, fratello di Valerio Gildoni

di Ivano Porfiri

Non ha guardato in faccia nessuno, Mattarella. Una volta passato in rassegna il picchetto d’onore dell’Arma, nel cortile della caserma di corso Garibaldi, a Perugia, è andato dritto dai familiari di Valerio Gildoni, sotto la lapide che ricorda il colonnello dei carabinieri ucciso da un uomo che si era barricato in casa, il 17 luglio del 2009 a Nanto (Vicenza), mentre tentava di convincerlo ad arrendersi. «Il presidente ci ha incoraggiato – racconterà poi don Alberto Gildoni, il fratello, al termine della cerimonia – e, avendo vissuto anche lui la perdita in prima persona del fratello, senz’altro conosce bene la sensazione che una famiglia può vivere quando viene meno il proprio caro per essere fedele al proprio dovere. Ha ricordato l’esempio e la generosità della vita con cui Valerio era intervenuto e che rimane come testimonianza per tutti».

MATTARELLA A PERUGIA: LA DIRETTA
L’intervento del presidente al Chianelli: video

L’arrivo a Perugia E’ durata meno di mezz’ora la prima tappa della giornata perugina del presidente della Repubblica. Atterrato all’aeroporto San Francesco d’Assisi, alle 11 Mattarella e la sua scorta erano puntuali all’ingresso della caserma – che da oggi, appunto, prende il nome di Valerio Gildoni. All’esterno qualche decina di curiosi, altri erano affacciati alle finestre. Ma il presidente non si è fermato. Come da prassi, ha passato in rassegna il picchetto, con la fanfara che aveva intonato l’Inno di Mameli. Quindi ha oltrepassato le autorità e la stampa, relegata dietro un cordone, per soffermarsi qualche istante sotto la lapide e insieme ai familiari del carabiniere caduto in servizio.

Mattarella arrivo e cerimonia coi carabinieri: fotogallery

Saluto alle autorità Entrando nel salone della cerimonia, Mattarella ha salutato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il sindaco Andrea Romizi, il sottosegretario Gianpiero Bocci e diversi parlamentari umbri (presenti tutti gli schieramenti politici dal Pd al centrodestra, dalla Lega al M5s).

Mattarella all’inaugurazione: fotogallery

Eroe dei nostri giorni «Intitoliamo questo luogo a un eroe dei nostri giorni, Valerio Gildoni – ha esordito il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette -. Il Nucleo che inauguriamo vigilerà su questa antica, nobile, operosa, bellissima regione nel cuore del nostro Paese. Il Nucleo rientra nel potenziamento dell’Arma sul territorio (avvalendosi anche di esperti della riserva selezionata) a tutela del patrimonio culturale». Il generale ha salutato la presenza dei «familiari dei nostri caduti, tra di loro quelli del colonnello Gildoni. Una targa ricorderà il suo gesto eroico a quanti entreranno in questa caserma. Sono certo che i carabinieri che lavoreranno qui saranno all’altezza dei loro colleghi che tanti risultati stanno avendo nel contrasto al commercio di opere d’arte. Il sacrificio del colonnello Gildoni sarà poi il luminoso esempio cui i commilitoni si ispireranno nel loro lavoro a difesa del patrimonio nazionale».

Il Chianelli attende il presidente: fotogallery

Nucleo eccellenza italiana Dopo di lui ha preso la parola il ministro Franceschini. «Molto spesso noi non valorizziamo le nostre eccellenze – ha detto – . Il Nucleo carabinieri di tutela è una eccellenza del nostro Paese. E’ particolarmente importante avere questa eccellenza mentre vediamo nel mondo tanti luoghi minacciati e deturpati come Palmira. Vengono distrutti perché sono il simbolo di una cultura diversa. I terroristi filmano le distruzioni ma poi, spente le telecamere, vendono i reperti per finanziare la loro attività. E’ per questo che abbiamo proposto una autorità internazionale di tutela del patrimonio artistico-culturale e l’Italia può esserne la guida». Il ministro ha parlato anche di turismo. «Veniamo da festività pasquali con numeri importanti sulla presenza di tanti italiani in aggiunta agli stranieri. Noi abbiamo l’obbligo costituzionale di tutelare il patrimonio artistico e paesaggistico, ma vogliamo tutelare anche il patrimonio turistico e farlo diventare uno straordinario veicolo di crescita economica del nostro Paese e di creazione di nuovi posti di lavoro».

Bacchetta «Il suo sacrificio – dice poi il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta – verrà ricordato e resterà vivo per sempre in tutti noi e nella comunità tifernate che l’ha visto crescere». «Il gesto del Capo dello Stato – aggiunge – è stato un gesto nobile che rappresenta il cordoglio e la riconoscenza di un paese intero nei confronti di un “servitore dello Stato” caduto nell’adempimento del proprio dovere a difesa e tutela della comunità. Sapere che anche a Perugia così come, già da tempo, nella sua Città di Castello con un angolo della piazza e loggiato Bufalini si ricorda con un segno tangibile, un “eroe dei giorni nostri”, ci riempie di orgoglio e ci spinge ad andare avanti e trasmettere questi messaggi di solidarietà e appartenenza ad una comunità e ai valori della cultura della legalità, in particolare alle giovani generazioni».

SCHEDA: a che serve il Nucleo Il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma è un reparto specializzato, posto alle dirette dipendenze funzionali del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che svolge:
– su direttiva del Ministro e d’intesa con gli organi centrali e periferici del Dicastero, funzioni concernenti la sicurezza del patrimonio culturale e l’acquisizione di notizie atte a far promuovere le iniziative necessarie per la protezione del patrimonio storico, artistico e dei beni culturali;
– attività di prevenzione e repressione per quanto attiene alla tutela ed alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché al recupero dei beni culturali, del materiale scientifico e didattico inerente ai beni stessi.

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