Chiesto il rinvio a giudizio dell’ex comandante della polizia municipale di Spoleto, Vincenzo Russo, per il caso delle firme autenticate in occasione delle elezioni del Consorzio di Bonifica del 26 ottobre 2014.
Elezioni consorzio di Bonifica Questo l’esito delle indagini preliminari coordinate dal sostituto procuratore Gennaro Iannarone che, all’indomani delle votazioni, aveva aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando il falso ideologico a carico di tre persone. La notizia è stata riporta dal quotidiano Il Messaggero. In particolare, per la posizione degli altri due è stata proposta l’archiviazione, mentre per l’ex comandante Russo, recentemente sollevato dell’incarico, è stato richiesto il rinvio a giudizio. Secondo quanto emerso dalle indagini, 85 firme autenticate dal dirigente comunale, nelle vesti di pubblico ufficiale, sarebbero risultate non valide.
Chiesto il rinvio a giudizio per Russo Tra questi alcuni aventi diritto di voto per il rinnovo del Consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica avrebbero spiegato in procura di non aver apposto la firma per la delega, mentre altri le hanno riconosciuto come le proprie riferendo, però, di non averle apposto davanti a Russo che le ha autenticate. Elementi che il sostituto Iannarone ha ritenuto sufficienti per chiedere il rinvio a giudizio con l’accusa di falso ideologico. Tutti da vagliare, invece, i contraccolpi che un eventuale procedimento penale potrà avere sull’esito della votazione che ha portato all’elezione, dopo sette anni di commissariamento, del nuovo Cda.
