In merito a quanto affermato dal presidente della commissione d’inchiesta perlamentare Ecomafie, il parlamentare Alessandro Bratti, in relazione all’indagine conoscitiva avviata sia dalla procura della Repubblica di Terni che dalla prefettura in relazione «alle presunte infiltrazioni nel sistema di gestione dei rifiuti locale da parte di società che avrebbero avuto rapporti con personaggi dubbi del movimento cooperativo, mi riferisco in particolare alla ‘cricca romana’ e alla presenza di Cosp Tecno service e Csn», nel tardo pomeriggio è intervenuta direttamente Cosp tecno service.
«I rapporti consortili che legano Cosp tecno service al Cns di Bologna, al pari degli oltre duecento operatori economici consorziati al Gruppo bolognese, sono sempre stati improntati al più rigoroso rispetto dei canoni di legalità. Tutti i fatti, inerenti i rapporti commerciali con le cooperative riconducibili a Salvatore Buzzi, interrotti già dall’anno 2012, si riferiscono a contratti ormai esauriti e completamente estranei alla nota indagine ‘Mafia Capitale’. In ragione di ciò, in data 31 agosto 2015 la Prefettura di Terni ha confermato Cosp nella ‘white list contro le infiltrazioni mafiose’ certificandone, ai sensi di Legge, la piena capacità a contrarre con le pubbliche amministrazioni.
L’incessante attività di discredito della reputazione commerciale di Cosp che molti continuano malevolmente ad esercitare è dunque unicamente fondata sulla precisa volontà di recar danno alla cooperativa e dunque ai Suoi oltre mille Soci lavoratori e dipendenti, che ne rappresentano l’anima sociale. Attività lesiva che si pone in diffamatorio contrasto con quanto certificato dalla Prefettura di Terni, unico organo competente per legge ad avviare, istruire e concludere il complesso procedimento di verifica del possesso dei requisiti per l’inserzione nella ‘lista bianca’, procedimento che per il suo esito favorevole presuppone lo scrupoloso accertamento della mancanza di qualunque tentativo di infiltrazione della cooperativa da parte della criminalità organizzata.
Per quanto attiene, infine, ai limitatissimi rapporti negoziali in essere con Gesenu s.p.a., il loro costituire appena il 2 % dei rapporti contrattuali attivi di Cosp tecno service è circostanza tale da far escludere, già in prima analisi agli interpreti di buona fede, qualunque capacità dell’impresa perugina di condizionare ed indirizzare, anche solo in astratto, l’attività commerciale della cooperativa come pure taluni interpreti di mala fede vorrebbero evidenziare.
La Cooperativa Cosp è stata costituita nel 1973, opera in nove regioni italiane, costituisce un’importante e solida realtà imprenditoriale nel settore del multiservizi ed ambiente, dando occupazione e ricercando per i suoi oltre mille soci e dipendenti le migliori condizioni lavorative di mercato, per ciò collaborando con molteplici, primarie realtà imprenditoriali, sempre mantenendo piena e completa autonomia, sia nelle scelte aziendali che nelle strategie commerciali, fatti che le hanno consentito di ottenere altresì il ‘rating di legalità’, attribuitole in esito ad istruttoria dell’Agcm in data 18.11.2015.
Per tali motivi, Cosp ha già conferito mandato ai propri legali di avviare in sede penale e civile le azioni nei confronti di quanti, ponendosi in aperto e consapevole contrasto con le risultanze delle verifiche condotte per Legge dalla Prefettura di Terni, continuano ad associare la Cooperativa a fatti e soggetti al solo, voluto fine di screditarne la reputazione etica e commerciale, così illecitamente ridimensionando le chance lavorative dei Suoi Soci e dei Suoi Dipendenti».
