Vipal di Ferentillo

di C.F.

Nuovo taglio di 13 lavoratori alla Vipal di Ferentillo, già praticamente scattato nelle ultime settimane col ricorso alla cassa integrazione. Sono direttamente Fim-Cisl e Fiom-Cgil a lanciare l’allarme sull’azienda della Valnerina Ternana con oltre 30 anni di esperienza nella produzione di ascensori domestici e che in questi giorni sta procedendo alla seconda ristrutturazione aziendale, dopo quella compiuta nel 2014 quando a perdere il posto di lavoro furono sette operai.

Licenziamenti alla Vipal Il licenziamento di un terzo delle maestranze, 36 gli addetti in organico alla sede di Ferentillo, a cui si aggiungono la quindicina della divisione di Milano comunque scorporata, è previsto dal piano industriale inviato via mail alle organizzazioni sindacali che spiegano di aver avuto soltanto prima di Natale la possibilità di discuterlo, al pari della decisione di attivare l’ammortizzatore sociale. Stando a quanto si apprende, le diverse questioni messe sul tavolo dai rappresentanti dei lavoratori non hanno trovato risposte, a cominciare dalla programmata dismissione di alcune attività produttive prevista nel piano industriale, ma su cui non si sarebbe riusciti a entrare nel merito.

Nodo dismissioni Oltre all’incertezza sul futuro del sito di Ferentillo, a far salire la tensione contribuiscono anche le relazioni tra proprietà e sindacato: «Nonostante la contrarietà – scrivono Fim-Cisl e Fiom-Cgil – l’azienda ha ritenuto di procedere con atti e iniziative unilaterali che rischiano di pregiudicare ogni possibilità di prosieguo del confronto su cassa integrazione ordinaria, annunci di dismissioni di attività produttive e modifiche al piano industriale. Si tratta di atti e iniziative assolutamente inaccettabili per questo chiamiamo la Vipal a far cessare l’escalation di atteggiamenti di ostilità verso il sindacato e i lavoratori, riprendendo il confronto e ripristinando relazioni improntate alla logica del negoziato e della trattativa, obiettivi sui quali dichiariamo la nostra disponibilità».

«Subito tavolo anche col socio Gepafin» In questo senso la richiesta delle organizzazioni sindacali alla proprietà di Vipal, tra cui figura anche il socio pubblico Gepafin, è la richiesto di una convocazione tra tutte le parti interessate al fine di verificare «gli strumenti e le azioni da porre in essere utili a sviluppare un piano industriale che tenga conto anche delle ricadute occupazionali oltre che del futuro aziendale». Nel frattempo gli azionisti di Vipal, finanziaria della Regione compresa, vengono invitati a non sostenere il piano industriale che prevede 13 licenziamenti.

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