Mario Mariano

di Mario Mariano

Quanto sosteneva il grande Niels Liedholm, in dieci si gioca meglio – poteva valere per il calcio dei suoi tempi; spesso era anche vero, perché la squadra in inferiorità numerica si compattava e allora la differenza non era così vistosa. Il Livorno in dieci uomini per un’ora, ha provato a reggere il ritmo del Perugia, sfiorando anche il raddoppio, quando Comi era già sotto la doccia, ma nella ripresa è schiantato. Di colpo, le tante energie spese reggere l’urto sono venute meno quasi in tutti i toscani, meno che in Marco Moscati, autentico protagonista della serata e non solo per il gran gol che ha fatto tremare la folla del Curi (la Nord, però, lo ha applaudito quando ha quasi chiesto scusa per la rete).

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LA CRONACA

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Poker alla fine, con Ricci, il portiere del Livorno, migliore in campo assieme a Moscati, ovviamente sul fronte livornese. Se tanto mi dà tanto, significa che il Perugia – questa volta sì! – ha costruito non meno di dieci palle gol. Bisoli ha ridisegnato negli spogliatoi la squadra, con un coraggio davvero leonino, infischiandosene di mandare all’aria qualsiasi equilibrio tattico. Lui sognava una squadra che andasse all’arrembaggio, magari considerando che il Livorno aveva speso tantissimo, e ha azzeccato in pieno le scelte, che pure sembravano discutibili. Tanto per rendere l’idea, aveva tolto Della Rocca, che nel primo tempo era stato l’attaccante più pericoloso. Ribadito che giocare in dieci nel calcio moderno rappresenta un grande handicap, va dato atto al Perugia di aver allentato il freno a mano, di aver preso d’assedio l’area avversaria, di aver corso in lungo e in largo per 90 minuti, sia prima che dopo l’espulsione di Comi. Vittoria che non si discute; con conferme assortite, ma con una censura inevitabile: troppi cartellini gialli, che porteranno Volta a saltare il prossimo impegno. E, quanto a Parigini, è ingiustificabile quell’eccesso di euforia che lo ha portato all’espulsione. Quanto a Bisoli, questa volta ha gestito la partita al meglio, correggendo in corsa quelle che erano state le decisioni iniziali: richiamare Ardemagni dopo la bocciatura è stato un atto di umiltà e l’attaccante ha ripagato la fiducia con gli interessi.

INTERVISTE POST GARA

Rosati: Subisce il secondo gol in due partite su tiri dalla distanza che hanno esaltato Sabelli e Moscati. Stavolta, tuttavia, il portiere è più reattivo. Voto: 6

Del Prete: Funziona a tratti l’intesa con Zapata, cresce alla distanza quando c’è da spingere sull’acceleratore. Prova anche la conclusione, però con mira sballata. Voto: 6+

Volta: Cerca il gol in mischia, non chiude su Moscati, subisce un giallo e, insomma, ha qualcosa da farsi perdonare. Voto: 6

Belmonte: Piede a volte discreto (lancio al bacio per Di Carmine), a volte così e così. Ha il merito di far innervosire Comi e anche questo significa mestiere. Voto: 6

Spinazzola: Moscati lo impegna a fondo, anche perché si sposta su tutto il fronte d’attacco e in ogni zona del campo. Crea palle gol e conclude spesso. E’ una saetta. Meriterebbe miglior fortuna nelle conclusione. Voto: 7

Zebli: Pasticcia troppo nel primo tempo, non trovando la posizione e sbagliando passaggi che favoriscono le ripartenze del Livorno. Tutta un’altra musica nella ripresa, giocando a tutto campo, traendo vantaggio dalla libertà che gli concedono. Voto: 6,5

Taddei: Mantiene corta la squadra, facendo ovviamente correre Zebli e Zapata. E’ il migliore nel calci piazzati, esce per infortunio. Voto: 6 (dal 6′ st Rizzo: guarigione miracoloso, non convocato domenica scorsa, corre a briglia sciolte e dà il la alla rimonta. Merito anche del preparatore che lo rimette a lucido. Voto 6,5)

Della Rocca: Per noi tra i migliori del primo tempo, con conclusioni aeree stoppate dal portierino Ricci. Forse nella decisione del cambio anche l’ammonizione rimediata. Voto: 6,5 (dal 1′ st Ardemagni: non sembra in formissima, ma si ripete in fotocopia sui cross di Drolè; doppietta che lo esalta e gli sbollentisce gli ardori della vigilia. Condue gol sul groppone si ragiona meglio. Voto: 7)

Zapata: Non ha una collocazione tattica precisa, pur impegnandosi a tutto campo. Corre molto e la lucidità ne risente. Anche lui viene sostituito, forse perché rimedia un giallo. Voto: 6 (dal 1′ st Drolè: et voilà, per dirla alla francese, la sua lingua ufficiale. Da driblomane si trasforma in assist man e addirittura rapinatore d’area. Il suo ingresso cambia il quadro del fronte d’attacco, con mezzo Livorno che va in tilt. Pesantissimo il gol del pareggio. Per noi il migliore in campo. Voto: 7.5)

Di Carmine: Arretra troppo, per dare una mano alla squadra e questo gli fa perdere lucidità sotto rete, dove non è neppure fortunato. Difficile la coesistenza con Ardemagni. Voto: 6

Parigini: Non avesse rimediato il rosso avrebbe conteso la palma del migliore a Drolè. Non solo e non tanto per il gol, da applausi e da permettergli di sperare in una chiamata – il prossimo anno – dal “suo” Torino, quanto per le accelerate e i cross che esaltano la difesa livornese. Quel rosso non doveva prenderlo! Voto: 7-

Bisoli: Ha il merito di non scoraggiarsi dopo il capolavoro di Moscati, trasmette idee nuove alla squadra, rischiando tantissimo, ma il suo coraggio stavolta è stato premiato. Voto: 7

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