Gli stabilimenti Bianconi di Bastardo

di Chiara Fabrizi

È arrivato nella serata di giovedì il via libera a maggioranza dei lavoratori all’accordo col gruppo De Matteis, pronto ad affittare il Pastificio Bianconi per due anni per poi procedere all’acquisto nell’ambito di un’operazione che, complessivamente, sfiora quota sei milioni di euro.

Ok ad accordo con De Matteis Ad agitare nei giorni scorsi erano stati i livelli occupazionali, con gli imprenditori campani che avevano proposto la riassunzione di dieci operai con contratti part time, a fronte della quarantina abbondante in organico alla storica azienda su cui dalla scorsa primavera pende un concordato liquidatorio. L’ipotesi era stata bocciata dall’assemblea dei lavoratori e pure dai sindacati che tra mercoledì e giovedì hanno tentato di spuntare qualche impegno in più da parte della futura proprietà.

Dettagli Nell’accordo sottoscritto è prevista la riassunzione a seguito di colloqui individuali di 11 lavoratori con contratti part time, che dopo due mesi prevedono un incremento di base oraria fino al 75% per trasformarsi al termine del terzo bimestre in full time. Entro un anno c’è anche «la possibilità» di riassunzione di ulteriori quattro lavoratori, mentre per i 25/29 che restano fuori dai cancelli del pastificio di Bastardo (Giano dell’Umbria) vale per 24 mesi il principio del ricollocamento con precedenza nel caso in cui si registri un aumento dei volumi produttivi, che sarà comunque verificato con incontri trimestrali. In questo senso è prevista anche la possibilità che gli impiegati della Bianconi possano passare alla produzione e il divieto di esternalizzare attività e servizi del magazzino, mentre i diritti maturati dai lavoratori nei rapporti contrattuali con Bianconi non saranno salvaguardati.

La posizione dei sindacati Tra i rappresentanti di Cgil, Uil e Cisl che seguono la crisi c’è la convinzione di aver portato a casa un discreto risultato, considerati i presupposti iniziali dove di spiragli per qualche garanzia in più, dicono, non se ne intravedono. Sempre da ambienti sindacali si evidenzia come la consistenza economica dell’operazione, si parla di circa 250 mila euro di affitto per il biennio, 4,5 milioni per l’acquisto e un milione di euro di investimenti sugli impianti, faccia sperare in un reale rilancio dello storico pastificio umbro dove De Matteis, forte nell’export, conterebbe di produrre paste di formati normali e speciali, ma anche senza glutine e salutistiche.

Il paradosso degli apprendisti Sul fronte degli ammortizzatori sociali la quarantina di lavoratori risultano coperti dalla cassa integrazione straordinaria fino all’aprile 2016, dopodiché scatterà la mobilità. Più complessa la situazione dei tre apprendisti fin qui in organico al Pastificio Bianconi, un quarto con medesimo contratto è già fuori. Giovani laureati e con competenze maturate in altre aziende italiane del comparto alimentare, ma che risultano a forte rischio licenziamento e sprovvisti di qualsiasi tutela. In questa fase, fanno sapere i sindacati, sono stati avviati alcuni approfondimenti per capire se col Jobs act è fattibile l’attivazione della cassa straordinaria anche per loro.

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