di Mar. Ros.

Incontri a non finire in Prefettura (ore di confronto a palazzo Bazzani) e la partita non è del tutto chiusa, mercoledì mattina presso le direzione territoriale del lavoro  saranno limati gli aspetti dell’accordo per le guardie Cesar group. Quello che è certo è che, della vecchia società di vigilanza privata (salvo sorprese entro breve) saranno salvaguardati solo 12 dipendenti, quelli previsti dal capitolato Ast in mano a Sicuritalia.  Per i restanti, le organizzazioni sindacali ipotizzano ricorso ad ammortizzatori sociali.

Ast Come previsto dall’appalto, i cui termini erano già stati esposti dai vertici di Sicuritalia al precedente incontro in prefettura, solo 5 portinerie di Ast andrebbero coperte col ‘nuovo’ personale, a questo punto ridotto da 28 a 12 unità. Perché? Sembrerebbe che l’Acciai Speciali Terni abbia intenzione di automatizzare i restanti accessi attualmente affidati al servizio di vilanza privata. L’operazione dovrebbe essere completata nel giro di due mesi.

Prima fase In questi due mesi, questa la proposta dei sindacati al tavolo del prefetto, i dodici dipendenti necessari saranno quelli di Cesar group, selezionati con criteri oggettivi che saranno valutati nel corso di un nuovo incontro alla Dtl (direzione territoriale del lavoro), un tavolo tecnico che si terrà mercoledì mattina. Il futuro degli altri sedici lavoratori è appeso al rispetto delle intenzioni dichiarate da Ast: «Se l’azienda – hanno riferito i sindacati – non dovesse dismettere effettivamente le portinerie, entro un tempo che sarà definito solo domani, Sicuritalia si è impegnata ad assumere anche i dipendenti Cesar che rimarrebbero in un primo momento ‘fuori dai giochi’». Nel frattempo le guardie che rimarranno senza lavoro saranno gestite con ferie pregresse e tutti gli ammortizzatori sociali del caso.

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