L'ufficio postale a Sant'Egidio è tra quelli a rischio

di D.B.

Una settimana per capire quale sarà il destino di undici uffici postali della Regione che Poste, settimane fa, ha comunicato di voler chiudere. Venerdì mattina l’assessore regionale alle riforme Antonio Bartolini insieme al presidente di Anci Umbria Francesco De Rebotti ha incontrato, a Firenze, il responsabile dell’area territoriale di Poste Italiane per Umbria e Toscana, Michele Deiana: «Si è trattato – commenta l’assessore – di un incontro tutto sommato positivo. Poste Italiane ha preso atto delle motivazioni che hanno spinto Regione ed Anci Umbria ad intervenire per modificare il piano di riorganizzazione degli uffici postali della nostra Regione e si è riservata, correttamente, di riesaminare la proposta dandoci entro la prossima settimana le sue valutazioni».

Dossier All’azienda l’assessore consegnerà in queste ore un dossier sulla chiusura degli uffici postali in cui vengono evidenziate «diverse criticità, anche sotto il profilo di legittimità». Di più al momento, anche per non far salire la tensione tra enti locali e Poste, non è dato sapere. I dirigenti dell’azienda leggeranno la documentazione e nel giro di qualche giorno decideranno se tirare dritto con la decisione di chiudere undici uffici (in origine erano 15, a salvarsi sono Ripa, Gioiella, Porchiano e Schifanoia mentre 18 osserveranno un orario ridotto) o se, alla luce delle criticità evidenziate, rivederla.

MAPPA INTERATTIVA: LE 15 CHIUSURE INIZIALMENTE PREVISTE E I 18 A ORARIO RIDOTTO

Fiduciosi «Siamo fiduciosi – continua Bartolini -, anche perché le nostre osservazioni scaturiscono non soltanto da motivazioni politiche o di semplice rivendicazione, ma sono confortate da alcuni Decreti ministeriali e sentenze di tribunali, come ad esempio il Tar della Calabria, che impongono, a nostro avviso, nuove valutazioni tenendo conto sia dell’importanza del ruolo sociale e dei servizi erogati dagli uffici postali per la comunità, sia considerando la loro collocazione, anche in relazione alla conformazione territoriale, la distanza tra gli uffici postali stessi e l’età anagrafica della popolazione interessata».

Alto valore sociale «Abbiamo ribadito – spiegano l’assessore e il presidente di Anci – che non ci sembrano assolutamente sufficienti mere motivazioni economiche per giustificare la soppressione dell’ufficio di un ente che eroga servizi primari ai cittadini e che dunque, il raccordo con gli Enti locali interessati è importante, soprattutto alla luce dell’alto valore sociale che gli uffici postali rivestono per le comunità coinvolte. L’incontro di oggi andava in questa direzione ed ora attendiamo che Poste Italiane recepisca le nostre indicazioni che tengono conto sia delle giuste esigenze dell’azienda sia delle esigenze dei territori. Ovviamente l’impegno della Regione e di Anci Umbria proseguirà fino a quando non si arriverà ad una soluzione condivisa». Tra qualche giorno la risposta.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.