di Daniele Bovi
Sono complessivamente undici le aree di Perugia che hanno tutte le carte in regola per diventare un orto urbano. A spiegarlo, martedì in Quarta commissione, il vice sindaco di Perugia Urbano Barelli intervenuto durante la discussione di un ordine del giorno del M5S. Rossetti, Giaffreda e Pietrelli hanno proposto, nell’ambito del testo unico sull’agricoltura approvato dalla Regione, «lo sviluppo urbano di agricoltura condivisa con la costituzione di orti sociali urbani pubblici su terreni incolti urbani e periurbani e piantumazione di alberi da frutto». Con l’atto i consiglieri chiedono all’amministrazione comunale di recepire il testo unico e di procedere, innanzitutto, «ad effettuare un censimento dei terreni abbandonati, incolti e/o adibiti a verde pubblico, quindi ad istituire gli orti sociali urbani e periurbani, anche di tipo collettivo».
Mappatura Un’operazione, quella del censimento, già effettuata dal Comune come ha spiegato Barelli: «Abbiamo proceduto – ha detto – anche alla mappatura dei terreni agricoli privati abbandonati, che soprattutto in periodi caldi come questi possono diventare focolai di incendi quindi un pericolo per la comunità, cercando di sensibilizzare i proprietari alla cura del proprio verde nell’interesse pubblico». Il primo progetto di orto urbano che verrà realizzato è quello a San Matteo degli armeni in collaborazione con l’associazione «Vivi il Borgo». Un esperimento «realizzato nel rispetto del decoro paesaggistico – ha spiegato il vice sindaco – e sottolineando in qualche modo la funzione sociale del progetto anche in termini di fiducia. Ad esempio, non abbiamo inserito recinzioni bensì abbiamo cercato di sviluppare un contesto collettivo in cui ognuno abbia la sua porzione di orto da poter gestire fidandosi degli altri».
Grandi potenzialità Un concetto, quello di «fiducia fino a prova contraria», che l’amministrazione inserirà anche nel bando relativo alla gestione dell’orto, «perché siamo certi che il buon senso serva a governare meglio di una normativa troppo rigorosa». Con l’Università poi l’amministrazione si sta confrontando «rispetto ai contenuti del verde – ha detto Barelli -, cioè alla tipologia di piante, con particolare riferimento alla diffusione di piante infestanti come l’ailanto che vanno estirpate». Quanto agli orti, il professor Grohmann del Dipartimento di Scienze agrarie e alimentari dell’Università di Perugia, ascoltato in qualità di esperto, nel corso della commissione ha sottolineato come «le potenzialità dell’orticoltura urbana siano enormi: «Un primo obiettivo che si raggiunge – ha detto con preciso riferimento all’esperienza fatta dall’Università nell’orto urbano di via Fiorenzuola e a San Pietro – è sicuramente la condivisione degli spazi e l’interazione sociale tra i cittadini e le istituzioni».
Voto rinviato Più complesso invece, anche se non impossibile, la possibilità (avanzata dal M5S nell’ordine del giorno trattato) di usare i prodotti per le mense scolastiche, mentre nel caso di piante di frutto andrebbero fatti controlli frequenti dei valori relativi all’inquinamento. Intorno al documento del M5S è stato raggiunto un consenso ampio, sia da parte della maggioranza che da parte dell’opposizione, ma la votazione è stata rimandata alla prossima seduta dato che quella di martedì era un’audizione fatta allo scopo di fornire più elementi di valutazione ai membri della commissione.
