
di Ivano Porfiri
Ora hanno in mano il permesso. In tempi da record la questura di Perugia (quella di Terni sta aspettando che arrivino i documenti per cui è stata richiesta la stampa all’Istituto poligrafico) ha sfornato il tesserino elettronico per i migranti tunisini arrivati in Umbria da Lampedusa l’11 aprile. Erano raggianti quelli che uscivano a partire da stamane dalla questura perugina brandendolo in mano come un tesoro. Adesso tanti di loro sono già pronti a lasciare il capoluogo umbro, ma c’è anche chi vuole restare.
Viavai in questura Era un viavai di gruppetti di migranti a Pian di Massiano, fin dalle 10, davanti alla questura di Perugia. I primi a essere convocati sono stati i 13 magrebini ospitati nel centro comunale di via del Favarone, seguiti dai circa 30 ospitati nelle varie strutture Arci. Dalle 14 è la volta dei 34 finora nel centro Caritas di San Giovanni del Prugneto. Per tutti loro, poche decine di minuti nell’ufficio immigrazione e poi via fuori con il passaporto e il tesserino elettronico. Un permesso di sei mesi per “motivi umanitari” con cui possono circolare liberamente nell’Unione europea, in teoria. In teoria perché alcuni paesi europei come la Francia (la meta più ambita) li stanno già respingendo alla frontiera.
Chi resta La gran parte di loro partirà già entro la fine di questa settimana. Forse oggi. Non molti hanno voglia di parlare, specie davanti ai microfoni. I più loquaci sono quelli che dicono di voler restare, come Abdul. «Io voglio restare in Italia, trovare un lavoro come cuoco. A Perugia? Sì, perché no, ma se non c’è lavoro qui mi sposto. Lo so che tanti tunisini fanno gli spacciatori, ma io no: voglio un lavoro vero, comprarmi una macchina». Per loro Lampedusa è già il passato. «Nella traversata ho avuto paura – spiega Aziz, ospite nel centro di via del Favarone – ma adesso penso al futuro. Mio padre vive in Francia, ma io voglio restare qui: mio fratello sta a Roma. Che lavoro voglio fare? Il giardiniere o il fabbro».
Chi parte Altri non la pensano così. «Partiamo domani o dopodomani». La maggior parte in direzione Francia, dove hanno parenti o amici. Altri verso Belgio, Svizzera, per gli stessi motivi. Ma c’è anche il caso di un ragazzo che vuole tornare in Tunisia per nostalgia. Troppo spaesamento, troppe complicazioni. A frenare chi partirebbe già oggi (appena saputo che i permessi erano pronti tanti hanno cominciato a radunare le poche cose che hanno) il fatto che senza documenti non potevano ricevere soldi via money transfer. Soldi necessari per raggiungere la meta prescelta. «Passare da Ventimiglia è difficile – spiega un giovane magrebino – forse prenderemo strade diverse». Tra i migranti la questura ne ha anche scoperto uno finora che era già stato espulso nel 2009. Per lui è quindi scattato il trasferimento al Cie di Modena per le pratiche di espulsione.
Grazie per l’accoglienza Tutti, comunque, si mostrano riconoscenti per la città che li ha accolti. «Grazie all’Italia e a Perugia, siamo stati benissimo». Fuori dalla questura non mancava chi storceva la bocca. Non italiani col fazzoletto verde, ma altri immigrati che aspettano il permesso di soggiorno da mesi e mesi pur lavorando. «Sono contento per loro che sono appena arrivati – spiega un immigrato – ma perché loro sono trattati così e noi no?».
Orvieto Nella mattinata odierna sono iniziate anche presso al commissariato di Orvieto le operazioni amministrative per il rilascio dei permessi di soggiorno per i 23 cittadini di nazionalità tunisina ospitati alla locale Caritas. A gruppi di quattro per volta, accompagnati da personale della protezione civile, gli stranieri si sono recati presso lo sportello per iniziare la pratica di rilascio dei loro permessi di soggiorno. Era presente anche un interprete, un noto commerciante orvietano, che presta opera di volontariato con al protezione civile. Le pratiche verranno trattate dall’Ufficio Immigrazione della questura di Terni. Una volta convalidata, la pratica verrà inviata in via elettronica a Roma che provvederà alla stampa del documento del permesso di soggiorno. I tempi stimati per la consegna dei soggiorni ai turnisti che sono ospitati ad Orvieto sono stimati tra i 7 e 10 giorni.
